Il sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e potrebbe includere anche cookie di terze parti come Google Adsense, Google Analytics, Youtube. Utilizzando il sito web, acconsenti all'uso dei cookie.
Clicca sul pulsante "Privacy Policy" per consultare la nostra Informativa sulla privacy.

Dog park di Casarano, Alessandra Bartolomeo: «Io non c’entro nulla. E manca ancora un regolamento»

L'attivista punta il dito contro una serie di criticità delle quali non si sarebbe tenuto conto
Alessandra Bartolomeo

dalla Redazione

L’attivista per i diritti degli animali, Allessandra Bartolomeo, prende le distanze dall’inaugurazione dell’area sgambamento e solleva una serie di criticità: dalla recinzione troppo bassa alla processionaria sui pini, fino all’assenza di regole scritte.

L’apertura del dog park di Casarano, avvenuta qualche giorno fa, porta con sé una precisazione pubblica da parte di Alessandra Bartolomeo, da anni impegnata nel volontariato a favore degli animali sul territorio. Il messaggio è netto: “Non c’entro assolutamente nulla”.

L’antefatto

Bartolomeo ricorda che la proposta di un’area sgambamento non è nuova. Il 2 novembre 2021, insieme a Mimmo Bellisario, aveva protocollato una richiesta formale all’amministrazione. Ne era seguita una delibera di giunta datata 10 novembre dello stesso anno, con cui il Comune comunicava di aver individuato un’area idonea. Poi, racconta, “il nulla assoluto: nessuna comunicazione, nessun aggiornamento, nessun confronto”, fino all’apertura improvvisa di qualche giorno fa.

Le criticità

Chiarita la distanza dalla vicenda, Bartolomeo entra nel merito e solleva una questione che definisce “davvero molto grave”: l’area è stata aperta senza un regolamento. Non si tratta, spiega, di una mancanza burocratica secondaria. Senza regole scritte è impossibile gestire situazioni potenzialmente pericolose, come la presenza contemporanea di cani di taglie molto diverse, animali mordaci senza museruola o cagne in calore. A questo si aggiunge l’assenza di orari di apertura e chiusura, che Bartolomeo considera parte integrante di una gestione responsabile.

Ci sono poi le criticità strutturali. La recinzione, a suo giudizio, è troppo bassa: “Per esperienza, e in base agli standard più diffusi, un’altezza minima di 1,80 m sarebbe stata molto più sicura”. Segnala inoltre la presenza di pini marittimi nell’area, potenziali portatori di processionaria, un parassita che può causare danni immediati e gravi ai cani. “Non va assolutamente preso sottogamba”, scrive. Manca infine anche una semplice fontanella, non obbligatoria ma, sottolinea, “un servizio utile e rispettoso nei confronti di chi frequenterà quotidianamente l’area”.

Bartolomeo chiude con un auspicio sincero sul funzionamento del dog park, ma non nasconde la preoccupazione: “Se il buongiorno si vede dal mattino… mi sa che non è un buon giorno”.