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Amministrative 2026, il M5S dice no alle primarie ma resta nel campo progressista

I pentastellati non parteciperanno al voto interno per la scelta del candidato sindaco, ma confermano il loro posizionamento nella coalizione. Una posizione che, di fatto, potrebbe sbloccare lo stallo.

dalla Redazione

Il Movimento 5 Stelle di Casarano mette i puntini sulle i: no alle primarie, ma nessuna uscita dal campo progressista. È questo il senso della nota diffusa dal portavoce del gruppo territoriale Francesco Primiceri, che chiarisce la posizione del Movimento in un momento in cui il centrosinistra cittadino è ancora alla ricerca di un metodo condiviso per scegliere il proprio candidato sindaco.

“Non parteciperemo alle primarie, ma confermiano il nostro posizionamento nell’area progressista”

La posizione è netta: il M5S ritiene che il ricorso alle primarie possa produrre effetti divisivi all’interno della coalizione e per questo non vi parteciperà. Non è tuttavia una rottura. I pentastellati ribadiscono il loro impegno “concreto e attuale” allo sviluppo sociale, culturale ed economico della città, aggiungendo che tali obiettivi sono raggiungibili solo attraverso “un’autentica cultura della legalità e della solidarietà”. E, soprattutto, confermano il posizionamento nel campo progressista.

Una distinzione che, letta nel contesto del dibattito in corso, non è di poco conto. La posizione del M5S lascerebbe infatti campo libero alle altre forze della coalizione — Progetto Casarano Sinistra Italiana, PD, SiAmo Casarano, Verdi, Decaro Presidente, Orgoglio Casarano — per procedere con le primarie senza che questo implichi l’uscita dei pentastellati dal perimetro comune. Un modo, in sostanza, per superare lo stallo senza strappi: chi vuole le primarie le fa, chi non le vuole resta comunque dentro.

Ora la palla torna al tavolo di coalizione che dovrebbe fissare la data delle primarie

Resta da vedere se le altre forze raccoglieranno questa apertura implicita e se la strada delle primarie diventerà praticabile nei tempi che il dibattito richiede, tenendo conto che le amministrative, previste per la prossima primavera, sono ormai alle porte.