dalla Redazione
In un momento di forte fibrillazione, Marco Mazzeo affida a una lettera aperta il suo appello alle forze politiche: meno tatticismi, più umanità. “La politica nasce come ricerca del bene comune”, scrive. Di seguito il testo integrale.
Ricominciare non è una sconfitta
Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui la politica è chiamata a interrogare sé stessa. Momenti nei quali non basta più difendere la propria posizione, il proprio simbolo o la propria appartenenza: bisogna tornare all’essenza stessa del fare politica.
Questo è uno di quei momenti.
La nostra città si avvicina a una nuova stagione amministrativa e chi pretende di amministrare, vive una fase di divisione e di contrapposizione che non possiamo più ignorare. Le tensioni, le incomprensioni e talvolta anche le diffidenze reciproche stanno progressivamente erodendo ciò che dovrebbe essere il patrimonio più prezioso di chi crede nei valori della giustizia sociale, della solidarietà e della democrazia: la fiducia della cittadinanza.
In questa assurda partita a scacchi, in cui dominano inefficaci strategie, tecnicismi spuntati e retorica melensa e vuota, si è perso l’anima. Si è scientemente lasciato fuori dai vostri calcoli la passione, lo slancio, la freschezza di commettere errori in buona fede. Si è dimenticato di essere persone.
Resettate tutto e vestite il cuore di bambino, che gode della bellezza stessa del viaggio. Abitate l’etica del viandante, che costruisce la sua meta vivendo profondamente passo dopo passo ed è aperto a guardarsi attorno, ad ascoltare.
Si parla di politica; bene, parliamo di politica! Ma definiamo un metodo, individuiamo dei modelli, immaginiamo un sogno. La storia del pensiero politico ci ricorda che la politica nasce come ricerca del bene comune. Ogni comunità si costituisce “in vista di un bene”; la Politica immagina una città come un organismo in cui ogni parte contribuisce all’armonia dell’insieme.
La nostra città, come tutte, è composta di volti, famiglie, associazioni, imprese, scuole, volontariato. È fatta di storie quotidiane e di bisogni concreti. È fatta di bambini che sognano e anziani che sperano. È fatta di fragilità che chiedono aiuto, di giovani costretti a guardare oltre. Ascoltate questi bisogni. Togliete il velo dei tecnicismi dalle vostre scelte e sprofondate nelle umanità che costruiscono la nostra città. Usate la Politica per produrre nuove energie, non per logorare le poche rimaste.
Solo così la Politica recupererà il significato di costruzione collettiva.
Berlinguer parlava della necessità di una politica capace di rigenerare se stessa, della credibilità che nasce dalla capacità di essere servizio.
Questa è la politica di cui abbiamo bisogno oggi.
Marco Mazzeo
