dalla Redazione
“Non interpretazioni politiche: la delibera parla chiaro”
La replica di Marcello Torsello al comunicato del sindaco Ottavio De Nuzzo arriva il giorno dopo e va dritta al punto. Niente argomentazioni generali: Torsello rilancia allegando la delibera del Consiglio Comunale sulla quale il dibattito si è incendiato, e cita il testo del punto 3, nel quale il Consiglio “approva il progetto definitivo” delle serre solari di essiccamento fanghi in contrada Vora.
È la risposta alla tesi sostenuta ieri dal Comune, secondo cui il Consiglio si era limitato ad adottare un atto preliminare e mai a votare un’approvazione definitiva. Per Torsello quella ricostruzione non regge: l’atto esiste, è pubblico, e le parole che contiene non lasciano spazio a interpretazioni.
“Non si tratta di polemiche politiche”, scrive il portavoce di Europa Verde. “Sono atti amministrativi ufficiali.”
Il questionario referendario mai inviato
Il secondo punto della nota riguarda uno strumento che, secondo Torsello, avrebbe dovuto essere attivato prima di qualunque decisione: il questionario referendario previsto dalle norme comunali, che avrebbe permesso ai cittadini di essere informati e di esprimere la propria opinione sull’impianto.
L’impianto in questione è destinato a trattare i fanghi di depurazione del Basso Salento, non solo di Casarano. Ciò, nelle parole di Torsello, rende ancora meno comprensibile la scelta di non consultare la cittadinanza.
“Questo non è mai stato fatto”, scrive il portavoce, “e oggi si pretende persino di liquidare le legittime preoccupazioni dei cittadini come strumentalizzazioni.”
L’accusa al sindaco: “Fa finta di non conoscere i propri atti”
Il tono della nota è duro. Torsello definisce “corbellerie politiche” le posizioni espresse da De Nuzzo durante la campagna per le regionali e ritiene che il comunicato di ieri ne sia una prosecuzione. L’accusa centrale è quella di non conoscere — o di fingere di non conoscere — gli atti approvati dalla propria stessa amministrazione.
“Siamo davvero all’assurdo”, scrive Torsello: “un sindaco che accusa gli altri di creare allarmismo, come se l’allarme non sia stato creato da questa delibera.”
Il riferimento è alla scelta di portare in approvazione un progetto di impianto industriale in contrada Vora senza coinvolgere preventivamente la cittadinanza attraverso gli strumenti previsti dallo statuto comunale.
La sfida al confronto pubblico
Torsello torna a lanciare una proposta già avanzata nei mesi scorsi: un confronto aperto davanti ai cittadini, basato sui documenti e non sulle dichiarazioni. Un faccia a faccia che, a suo dire, il sindaco ha finora evitato.
“La proposta è ancora valida”, scrive il portavoce di Europa Verde.
La zona industriale al posto del parco acquatico
Nella parte finale della nota Torsello allarga il quadro e introduce una questione ulteriore, chiedendo al sindaco di spiegare ai cittadini per quale ragione l’area dove un tempo era previsto un parco acquatico sia diventata una zona industriale a ridosso del paese.
È un affondo che sposta il terreno dalla disputa tecnica sulla delibera a una critica più ampia alle scelte di sviluppo territoriale dell’area.
“Quand’anche mancassero i fondi, l’atto politico è lì”
Il comunicato del Comune di ieri aveva lasciato aperto uno spiraglio: da “fonti informali”, il progetto sarebbe stato definanziato, rendendo di fatto l’impianto non più realizzabile. Per Torsello quella circostanza, se confermata, non chiude il caso.
“Quand’anche mancassero i fondi, come dici, l’atto politico ai danni della Città è lì su quella delibera”, scrive Torsello.
La posizione è quella di chi non considera la questione risolta dalla mancanza di fondi: il problema, per Europa Verde, è politico prima che tecnico, e riguarda una decisione presa senza il consenso dei cittadini.
Due narrazioni opposte
La vicenda entra in una fase in cui le due narrazioni sono difficilmente conciliabili. Il Comune sostiene che non c’è mai stata un’approvazione definitiva e che il progetto è comunque venuto meno per ragioni finanziarie. Torsello sostiene che l’approvazione definitiva c’è stata, è scritta nella delibera, e che la mancanza di fondi non cancella la responsabilità politica di chi l’ha votata.
Il confronto pubblico invocato da Torsello, se mai avverrà, potrebbe essere il momento in cui i due documenti — la delibera e le dichiarazioni del Comune — vengono letti e discussi nello stesso luogo, davanti agli stessi cittadini.


