di Alberto Nutricati
Foto di Giovanni De Micheli
Reti: 32′ e 37′ rig. Chiricò, 20′ st Cannavò.
Il Casarano batte il Cosenza 2-1 e compie un passo decisivo verso la salvezza matematica. Protagonista assoluto della giornata Cosimo Chiricò, autore di una doppietta — un calcio di punizione e un rigore — che ha fatto esplodere il “Capozza”, gremito da circa 2.700 spettatori, tra i quali 450 tifosi calabresi in festa con la propria squadra nonostante la sconfitta.
Da segnalare la bellissima coreografia che i gruppi organizzati della Nord hanno curato sin nei minimi dettagli: un tributo all’amicizia con la tifoseria del Cosenza, nel ricordo del padre Fedele, lo storico frate ultrà cosentino, venuto a mancare lo scorso agosto.
La partita
Parte forte il Cosenza, terza forza del campionato e reduce da sei risultati utili consecutivi. All’11’ Emmausso va vicinissimo al gol con una punizione diretta all’incrocio dei pali, ma Bacchin si supera. I rossoazzurri reggono e al 32′ sbloccano il risultato: Chiricò trasforma una punizione perfetta che scavalca la barriera e si insacca alle spalle di Pompei. Cinque minuti dopo è ancora lui a firmare il raddoppio dagli undici metri. Nella ripresa il Cosenza accorcia con Cannavò, di testa sugli sviluppi di una punizione di Baez, ma non basta. Il Casarano gestisce, soffre e porta a casa tre punti pesantissimi.
Chiricò: «Questa vittoria vale almeno sei punti»
A fine gara Cosimo Chiricò, ora a quota 15 gol in stagione, non nasconde la carica emotiva che ha trascinato la squadra: «Avevamo troppa rabbia dentro dopo il rammarico di lunedì, con la sconfitta di Monopoli. Durante la settimana ci siamo stretti, ci siamo uniti, e questa vittoria è stata la vittoria del gruppo». Sull’importanza del risultato non ha dubbi: «Questa vittoria non vale tre punti, ma almeno sei. Abbiamo disputato una grande gara contro la squadra più in forma del campionato e penso che si sia visto». Chiricò sottolinea anche il rientro di elementi chiave: «Maiello e Perez sono tornati disponibili. Leo Perez per noi è un pilastro, non solo come calciatore ma come uomo spogliatoio. Dobbiamo ringraziarlo per quello che ci dà».
Filograna: «Un tuffo nella storia, ora voglio la stessa cazzimma anche fuori casa»
Visibilmente emozionato il presidente Antonio Filograna Sergio, che ha ricordato come l’ultima sfida tra le due tifoserie risalga al maggio del 1998: «È stato un tuffo nella storia. Due tifoserie amiche e vicine che hanno inorgoglito lo spettacolo del calcio». Sul campionato, Filograna è lucido: «Questo è stato un anno di esperienza. Siamo stati catapultati in un campionato che non conoscevamo, è una sofferenza positiva». L’obiettivo resta la matematica certezza della salvezza: «Manca pochissimo. Poi le prossime partite cercheremo di divertirci, e tutto quello che arriverà sarà tutto guadagnato». Ma il presidente lancia anche una sfida alla squadra in vista delle ultime sei giornate: «Mi piacerebbe vedere sempre quella cazzimma che abbiamo in casa anche fuori casa. Nella vita, nello sport, nel calcio, bisogna sempre lottare».
Verso Catania
Prossimo appuntamento lunedì, alle 20.30, sul difficile campo del Catania. Una sfida che per Chiricò avrà un sapore speciale — quello di un ex — ma su cui preferisce non sbilanciarsi: «Ora dobbiamo goderci questo momento. Al Catania penseremo da martedì».
