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Diario Civico / 12 – La ZTL di Casarano: una misura gestionale senza visione urbana

Diario Civico / 12 - Varchi installati, segnaletica posizionata, orari definiti. E poi, solo dopo, la comunicazione ai cittadini. Il dodicesimo intervento di Diario Civico ricostruisce la storia della Zona a Traffico Limitato di Casarano: cosa è, cosa non è, e perché il metodo conta quanto il merito

dalla Redazione

Una ZTL non è mai solo una questione di traffico. Ne è convinto Diario Civico che dedica a questo tema il suo dodicesimo intervento. La ZTL è una scelta urbana, una dichiarazione di priorità, un atto che ridisegna il modo in cui una comunità abita il proprio spazio pubblico. Proprio per questo, il modo in cui viene pensata, costruita e comunicata dice moltissimo sulla visione — o sull’assenza di visione — che guida una città.

A Casarano, la Zona a Traffico Limitato è arrivata. E la sua storia, incalzano i referenti di Diario Civico, merita di essere raccontata con precisione, senza polemiche, ma senza sconti.

Da dove nasce la ZTL: una breve storia

Le Zone a Traffico Limitato nascono negli anni Novanta, quando molte città italiane iniziano a regolare l’accesso ai centri storici per ridurre l’inquinamento, proteggere i nuclei antichi e restituire spazio ai pedoni. Sono uno strumento di tutela urbana che affonda le radici culturali nella Carta del Restauro di Atene del 1931 e nella Carta di Venezia del 1964 — i documenti fondativi che per primi affermano la necessità di proteggere i centri storici dagli usi che ne compromettono la qualità.

Una ZTL, nella sua forma più coerente, è un dispositivo moderno nato da una visione: preservare il patrimonio urbano e restituire centralità agli spazi pubblici.

A Casarano, però, la situazione è diversa.

Una ZTL funzionale, non patrimoniale

Il centro storico reale di Casarano è molto più ampio dell’area oggi regolata. È un sistema urbano diffuso, stratificato, che non coincide con le tre piazze oggi percepite come “centro”. La ZTL attuale riguarda soltanto Piazza Garibaldi, Piazza San Giovanni e, come conseguenza diretta, Piazzetta D’Elia.

Questi spazi non rappresentano l’unico luogo di vita del centro storico, né gli unici a ospitare funzioni sociali, relazionali o culturali. La scelta di intervenire proprio qui non deriva da una centralità storica esclusiva: deriva dalla presenza concentrata di attività di somministrazione che negli anni hanno intensificato l’uso dello spazio pubblico nelle ore serali.

La ZTL di Casarano è quindi una ZTL funzionale, non patrimoniale: orientata alla gestione dei flussi e delle permanenze, più che alla tutela del centro storico nel suo complesso. Non è necessariamente un difetto — ma è fondamentale chiamarla con il suo nome, perché da qui dipende tutto il ragionamento successivo.

Le richieste dei cittadini e le risposte dell’amministrazione

Sul piano procedurale, il gruppo Placemaking Casarano, insieme ad altri cittadini e titolari di attività, ha presentato una prima richiesta formale per ottenere la pubblicazione del piano ZTL, chiedendo trasparenza, chiarezza e condivisione preventiva. La risposta ufficiale, contenuta nel documento protocollato, afferma che l’informazione alla cittadinanza sarebbe avvenuta “al termine del procedimento finalizzato alla definitiva attivazione della ZTL” — non prima. Il confronto, nel frattempo, era avvenuto soltanto con alcuni commercianti.

Una seconda richiesta chiedeva se fosse prevista una fase di consultazione pubblica prima della finalizzazione del piano, se i cittadini potessero contribuire con osservazioni, se il documento potesse essere pubblicato sui canali ufficiali del Comune. A questa seconda richiesta non è seguita alcuna risposta.

L’assenza di riscontro non è un dettaglio: è un dato. Manca un processo partecipativo strutturato, nonostante la ZTL incida sulla mobilità, sull’accessibilità e sulla qualità della vita di tutti — non solo di una categoria commerciale.

La simulazione dopo i fatti

Il passaggio più emblematico arriva quando, una volta installata la segnaletica, posizionati i monitor, definiti gli orari e attivati i varchi, viene comunicato che da quel momento sarebbe stato possibile presentare osservazioni e che iniziava il cosiddetto “periodo di simulazione”.

Una simulazione avviata dopo aver già definito tutto non è una fase di ascolto. È una comunicazione a posteriori. Non permette di incidere realmente sulle scelte: permette solo di prenderne atto. Anche questo passaggio conferma che il processo è stato costruito senza confronto preventivo, senza pubblicazione del piano, senza coinvolgimento trasversale della comunità.

Lo Statuto comunale: non un dettaglio, un principio

C’è un elemento normativo che non può essere ignorato. Lo Statuto comunale di Casarano prevede la pubblicazione preventiva delle pianificazioni, per garantire trasparenza, partecipazione e conoscenza diffusa delle scelte che incidono sul territorio. Non è un adempimento burocratico: è un principio fondativo, che la città stessa si è data come metodo di governo.

Per Diario Civico, la mancata pubblicazione del piano ZTL prima della sua finalizzazione non rappresenta soltanto una scelta amministrativa discutibile. È una deviazione da ciò che la città stessa ha stabilito come metodo. E il metodo, in urbanistica, è sostanza — non forma.

Vale la pena dirlo con chiarezza, come fa il documento di Diario Civico: questa non è una critica politica. È una descrizione tecnica di un metodo amministrativo che non coincide con quanto lo Statuto comunale prevede, e che proprio per questo non permette di sviluppare una vera visione per la città e con la città.

Cosa manca — e cosa viene dopo

Da questa ricostruzione emerge un quadro preciso: la ZTL di Casarano non coincide con il centro storico reale, non nasce da una logica di tutela del patrimonio e non è stata costruita attraverso un confronto pubblico ampio né secondo le procedure di trasparenza previste dallo Statuto. È una misura di gestione locale, concentrata sulle aree con maggiore presenza di attività commerciali, discussa con una categoria specifica e non condivisa preventivamente con la cittadinanza.

È un primo tassello — ma non ancora parte di una visione urbana complessiva.

Il passo successivo, quello davvero necessario, è integrare la ZTL in un sistema più ampio di mobilità sostenibile: capace di collegare i tre centri storici, rendere leggibile la città policentrica, costruire una gerarchia chiara degli spazi pubblici. Una mobilità che non sia solo regolazione del traffico, ma infrastruttura di coerenza urbana.

Questo sarà il tema del prossimo intervento di Diario Civico.