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Prima Vera – Una donna, una storia: nasce la rassegna letteraria dedicata alle vite straordinarie al femminile

Dal 21 marzo, ogni anno, Casarano ospiterà storie vere di donne: autrici, protagoniste silenziose e giovani lettori pronti ad ascoltare

dalla Redazione

C’è un filo sottile che lega una donna siciliana dell’Ottocento a due donne di oggi. Un filo fatto di fragilità, di circostanze avverse, di vite vissute nell’ombra di qualcuno o di qualcosa. È proprio da quel filo che prende le mosse Prima Vera – Una donna, una storia, la nuova rassegna letteraria che debutta il 21 marzo 2026 alle 18.00 a Palazzo D’Elia, con l’obiettivo di diventare un appuntamento fisso, ogni anno, nel giorno in cui la stagione cambia.

L’idea: togliere il velo alle storie che meritano di essere raccontate

La rassegna è ideata da Lucia Saracino nell’ambito dei laboratori letterari del Liceo Docet, in collaborazione con l’Università del Salento, e nasce con una missione precisa: restituire visibilità a figure femminili — reali, storiche o contemporanee — che la grande narrazione collettiva ha spesso lasciato in secondo piano. Non eroine da manuale, ma donne la cui esistenza, fatta di scelte, dolori e riscatti, può diventare specchio e bussola per le nuove generazioni.

Il format è pensato su due livelli: da un lato le storie scritte, portate da autrici o autori che hanno scelto una donna come centro gravitazionale del loro lavoro; dall’altro le storie narrate, affidate a donne all’apparenza comuni, ma custodi di un vissuto tutt’altro che ordinario. La struttura di ogni serata seguirà un arco narrativo preciso: si parte dalle circostanze fragili, dai momenti in cui tutto sembra cedere, per arrivare — attraverso la parola — ai punti di forza. Un’imbastitura coerente, quasi drammaturgica, che trasforma l’incontro letterario in un percorso emozionale.

La prima edizione: Virginia Asaro e l’ombra di Pirandello

Ad aprire la Prima Edizione sarà Virginia Asaro con il suo romanzo “Le circostanze fragili – L’ombra di Pirandello”, pubblicato da Navarra Editore. Al centro del libro c’è la storia vera di Antonietta Portolano, moglie di Luigi Pirandello: una donna che ha condiviso la vita con uno degli scrittori più celebri del Novecento, ma che ha attraversato quella stessa vita consumata da una fragilità mentale progressiva, vissuta tra le mura domestiche e la clinica, nell’ombra — appunto — di un nome troppo grande. Virginia Asaro restituisce voce e corpo a questa figura, raccontando come le circostanze — sociali, familiari, storiche — possano spezzare una persona, ma anche come quella storia, oggi, possa diventare uno strumento di comprensione e di empatia.

A dialogare con l’autrice saranno Giampiero Ruggiero e Alberto Nutricati, che, inoltre, condurrà la serata.

A seguire, saranno Maria Rosaria De Rocco e Giuliana Memmi a parlare delle loro storie personali: si parte dalle rispettive fragilità, da quei punti in cui la vita ha mostrato il suo volto più duro, per poi risalire — con la forza di chi ha scelto di non restare nell’ombra — verso ciò che le ha rese chi sono oggi. Un racconto a due voci che si intreccia, quasi naturalmente, con i temi del libro appena presentato.

Il secondo appuntamento: Romina Caruana e Pirandello mi fa un baffo

La rassegna si concluderà il 18 aprile con il secondo e ultimo incontro della Prima Edizione, dedicato a Romina Caruana, attrice nota al grande pubblico per la serie Makari e scrittrice. Il suo libro, “Pirandello mi fa un baffo”, affronta un tema difficile e ancora poco raccontato: quello di una famiglia — e di una donna in particolare — sopraffatta dall’arrivo di un figlio autistico. Una storia che parla di disorientamento, di amore messo alla prova, di identità che si trasformano. E che, ancora una volta, sceglie la letteratura come luogo in cui elaborare ciò che la vita non chiede il permesso di portare.

I giovani come co-ideatori: la scuola che battezza la cultura

Uno degli aspetti più significativi di questa prima edizione è la presenza attiva di un gruppo di studenti maturandi accompagnati dai loro insegnanti. Non semplici spettatori, ma veri e propri co-ideatori del progetto: i ragazzi hanno scelto liberamente di avvicinarsi ai temi della rassegna, hanno lavorato su di essi in preparazione agli incontri e hanno contribuito a dar forma all’iniziativa. Una scelta che dice molto sullo spirito di Prima Vera: non una rassegna per addetti ai lavori, ma un progetto che guarda esplicitamente alle generazioni più giovani, convinto che certe storie — quelle vere, quelle scomode, quelle che fanno male e poi fanno bene — siano esattamente ciò di cui i nuovi lettori hanno bisogno.

L’appuntamento è per sabato 21 marzo, alle ore 18.00, a Palazzo D’Elia, Casarano. Ingresso libero.