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Servati vince il Premio MICS Futuro Made in Italy: la startup di Casarano brilla tra 264 candidate

L'intuizione di Marco Primiceri e Matteo Di Paola conquista la giuria del Premio MICS Futuro Made in Italy – Call 4 Circular Startup

dalla Redazione

Una notizia che riempie di orgoglio il territorio salentino: Servati, la startup fondata da Marco Primiceri e Matteo Di Paola, è stata selezionata tra i vincitori del prestigioso Premio MICS Futuro Made in Italy – Call 4 Circular Startup, il riconoscimento dedicato alle realtà imprenditoriali più innovative nel campo dell’economia circolare.

Il premio assegnato a Napoli dopo una selezione rigorosa

La cerimonia di premiazione si è tenuta a Napoli, presso la Camera di Commercio, al termine di un processo di selezione che ha coinvolto ben 264 startup provenienti da tutta Italia. Una competizione di alto livello, che ha visto Servati imporsi grazie a una soluzione innovativa capace di convincere una giuria composta da esperti del settore.

Ad annunciare il traguardo è stato il sindaco di Casarano, Ottavio De Nuzzo, che ha voluto celebrare pubblicamente il successo dei due giovani imprenditori casaranesi.

Cosa porta in dote il riconoscimento

Oltre al valore simbolico del riconoscimento, i vincitori otterranno un premio in denaro e l’accesso a un percorso di accelerazione con aziende partner. L’obiettivo è accompagnare le startup selezionate verso una maggiore maturità di prodotto e favorirne l’ingresso concreto sul mercato, trasformando le idee in imprese scalabili e competitive.

Il Sud protagonista dell’innovazione italiana

I dati emersi dalla Call raccontano una storia incoraggiante per il Mezzogiorno: il 32% delle startup partecipanti proveniva infatti dal Sud Italia e dalle Isole, a testimonianza di un ecosistema dell’innovazione in crescita anche nei territori tradizionalmente considerati periferici rispetto ai grandi hub tecnologici nazionali.

Le soluzioni presentate hanno spaziato tra ambiti strategici per la transizione ecologica e digitale: bioeconomia, materiali avanzati, robotica e tecnologie digitali sono stati i filoni principali della competizione, tutti accomunati da una visione orientata alla sostenibilità e all’economia circolare.

Un ennesimo traguardo per Primiceri e Di Paola

Per Marco Primiceri e Matteo Di Paola, quello conquistato a Napoli non è un punto di arrivo, ma l’ennesima conferma di un percorso imprenditoriale che sta raccogliendo consensi sempre più ampi. Servati si afferma così come una delle realtà più promettenti del panorama startup del Sud Italia, capace di competere e vincere a livello nazionale.

Il territorio di Casarano, e più in generale il Salento, può rivendicare con orgoglio questo successo: la storia di Servati dimostra che dall’innovazione nata in periferia possono emergere soluzioni destinate a cambiare il mercato.

Cosa fa davvero Servati: sneakers che nascono per tornare

Al cuore del progetto c’è il Boomerang Process, un sistema di economia circolare applicato alla produzione di sneakers che ribalta completamente il modello tradizionale del settore calzaturiero. Ogni anno miliardi di scarpe finiscono in discarica, senza la possibilità di riciclarle a causa dell’uso di colle, solventi e materiali compositi. Servati ha scelto una strada radicalmente diversa: le sue calzature sono progettate secondo il principio del Design for Disassembly, ovvero pensate fin dall’origine per essere smontate e riciclate a fine vita. Il brevetto registrato elimina completamente l’uso di adesivi, sostituendoli con sistemi meccanici di incastro e intreccio che consentono un riciclo totale dei materiali e un assemblaggio compatibile con i cicli produttivi tradizionali. Ma l’innovazione non si ferma alla manifattura: il cliente stesso viene coinvolto nel ciclo virtuoso. Attraverso il Boomerang Process, chi restituisce le proprie sneakers a fine utilizzo riceve un coupon da spendere sul sito, contribuendo attivamente alla generazione di nuove materie prime. Un modello in cui design, responsabilità ambientale e fidelizzazione del consumatore si fondono in un ciclo — come recita la filosofia del brand — senza sprechi e senza fine.