dalla Redazione
Ogni mattina, a Casarano, migliaia di studenti arrivano davanti agli istituti superiori molto prima che i cancelli si aprano. E ogni mattina la scena si ripete uguale: ragazzi distribuiti sotto i portici privati, davanti ai negozi, lungo i marciapiedi. Situazioni di degrado percepito, tensioni con i residenti, imbrattamenti. Una quotidianità che molti hanno imparato ad accettare come normale.
Per Diario Civico non è normale. “Non è un problema dei ragazzi”, sottolinea con nettezza il ventunesimo intervento della rubrica. “È un problema di assenza di progettazione urbana e coordinamento istituzionale.” Una distinzione che cambia radicalmente il modo in cui guardare alla questione — e le responsabilità che ne conseguono.
Un’infrastruttura che non si vede come tale
Il punto di partenza dell’analisi di Diario Civico è concettuale: le scuole superiori non sono solo edifici scolastici. Sono una delle principali infrastrutture pubbliche della città, capace di generare ogni giorno mobilità, servizi, relazioni e bisogni che richiedono una visione urbana chiara.
La presenza di più istituti concentrati in un unico polo dovrebbe essere trattata come un’opportunità di sistema. Non lo è stata. Gli edifici accumulano necessità di manutenzione programmata, adeguamenti energetici, spazi esterni da ripensare. Ma la rubrica va oltre la dimensione edilizia: “percorsi sicuri, aree di attesa dedicate, connessioni con il trasporto pubblico, spazi per attività pomeridiane e laboratori aperti alla città” sono il livello su cui si misura davvero la qualità di un polo scolastico urbano.
C’è poi un segnale che Diario Civico considera impossibile ignorare: negli ultimi anni gli iscritti sono diminuiti. Al netto della denatalità e della dimunizione della popolazione studentesca sul territorio nazionale, “la qualità degli spazi, la sicurezza dei percorsi e l’organizzazione complessiva incidono direttamente sulle scelte delle famiglie.”
Il caos del trasporto scolastico: un problema di governance
Alle criticità degli spazi si aggiunge quella dei trasporti. Gli autobus extraurbani provinciali attraversano la città senza un piano condiviso: le fermate non dialogano con i percorsi pedonali, i punti di carico e scarico non sono progettati per gestire in sicurezza grandi numeri di studenti. Il risultato, nelle ore di punta, è congestione, rallentamenti, smog, autobus e auto in coda lungo le stesse strade senza alcuna regia comune.
“La soluzione non è tecnica ma di governance”, precisa Diario Civico. Servono tavoli di concertazione stabili tra Provincia, scuole, Comune e aziende di trasporto. Non incontri occasionali: strutture permanenti di coordinamento. La differenza, come la rubrica ripete da mesi, è tra il gesto e il metodo.
Uno spazio centrale per gli studenti: una proposta del 2017 ancora attuale
Il nodo più politicamente rilevante dell’intervento riguarda però un’opportunità che Casarano ha mancato — e continua a mancare.
Già nel 2017 era stata proposta la trasformazione del Mercato Coperto in uno spazio aperto agli studenti: un luogo attrezzato, contemporaneo, capace di far convergere studenti dei diversi istituti, docenti, imprese, associazioni, percorsi Erasmus+, laboratori digitali, biblioteche attive, aule multimediali, interfacce con il mondo del lavoro. Non un’aula studio, ma “un laboratorio urbano, centro culturale e spazio di studio”, capace di colmare il divario tra formazione e sistema produttivo, tra scuola e città, tra giovani e futuro.
Quella proposta, segnala Diario Civico, non era rimasta isolata. Un’associazione di giovani attivi a Casarano aveva successivamente portato avanti un percorso analogo, “senza conoscere le precedenti elaborazioni”, confermando così la forza e la necessità di quella visione. Due percorsi indipendenti che arrivano alla stessa conclusione non sono una coincidenza: sono una risposta a un bisogno reale che la città continua a non ascoltare.
“Quella visione oggi è ancora più attuale”, scrive Diario Civico. “Non come nostalgia, ma come piano tematico di urbanità.”
Galattica: l’occasione che non si è voluta cogliere
C’è un passaggio dell’intervento che Diario Civico formula in modo diretto, quasi accorato: “se Casarano avesse aderito a Galattica, questi progetti sarebbero stati immediatamente candidabili e finanziabili.”
Galattica è la piattaforma regionale pugliese nata per sostenere spazi di innovazione, laboratori culturali, centri di aggregazione giovanile, luoghi di studio e creatività. Una struttura già pronta, con risorse dedicate, costruita esattamente per sostenere il tipo di spazio centrale che Casarano non riesce a darsi. L’assenza di adesione ha privato la città di uno strumento che avrebbe potuto accelerare e finanziare la realizzazione di ciò che i ragazzi chiedono da anni.
La domanda finale che Diario Civico pone è volutamente scomoda, quasi un atto d’accusa civico: “Ci rendiamo conto di cosa li stiamo privando?”
Collegare le scuole al territorio: il CISI e oltre
L’intervento non si limita a descrivere problemi. Indica anche una direzione. Le scuole superiori, sottolinea Diario Civico, sono un nodo strategico per le politiche giovanili: “qui si incrociano orientamento, formazione tecnica, competenze digitali, cittadinanza attiva e accesso al lavoro.”
Collegare gli istituti ai servizi comunali e alle imprese del territorio significa costruire un ecosistema che accompagna i giovani non solo durante gli anni scolastici, ma nel passaggio alla vita adulta. Un filo che tiene insieme scuola, formazione, lavoro e città.
“Adeguare tutte le scuole ai livelli europei è impossibile nel breve periodo”, riconosce con realismo la rubrica. “Ma creare un unico spazio attrezzato, centrale, accessibile, capace di sostenere gli studenti e la loro crescita, è un obiettivo realistico, strategico e trasformativo.” Non un’utopia: una scelta politica concreta, che richiede volontà più che risorse.
Il metodo che ancora manca
Come in ogni intervento di Diario Civico, la questione di fondo non è tecnica: è di metodo e di visione. Trattare le scuole superiori come sistema urbano significa riconoscere che la qualità dell’istruzione passa anche dalla qualità degli spazi, dalla sicurezza dei percorsi, dalla presenza di servizi e dalla capacità di costruire relazioni stabili tra istituzioni diverse.
Serve “un lavoro congiunto tra scuole, amministrazione comunale, Provincia, genitori e studenti”. Non una delega a uno solo di questi soggetti, non una riunione occasionale: un processo strutturato, continuo, capace di produrre decisioni condivise e verificabili.
Finché questo non accade, i ragazzi di Casarano continueranno ad aspettare fuori dai cancelli, appoggiati ai muri dei negozi, in una città che non ha ancora trovato il modo di accoglierli.
