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Diario Civico / 21 – Le scuole superiori di Casarano: un nodo urbano trattato come un problema edilizio

Migliaia di studenti che attraversano la città ogni giorno, spazi di attesa inesistenti, trasporti senza regia, un'occasione mancata con Galattica. Il ventunesimo intervento di Diario Civico affronta le scuole superiori come infrastruttura urbana.

dalla Redazione

Ogni mattina, a Casarano, migliaia di studenti arrivano davanti agli istituti superiori molto prima che i cancelli si aprano. E ogni mattina la scena si ripete uguale: ragazzi distribuiti sotto i portici privati, davanti ai negozi, lungo i marciapiedi. Situazioni di degrado percepito, tensioni con i residenti, imbrattamenti. Una quotidianità che molti hanno imparato ad accettare come normale.

Per Diario Civico non è normale. “Non è un problema dei ragazzi”, sottolinea con nettezza il ventunesimo intervento della rubrica. “È un problema di assenza di progettazione urbana e coordinamento istituzionale.” Una distinzione che cambia radicalmente il modo in cui guardare alla questione — e le responsabilità che ne conseguono.

Un’infrastruttura che non si vede come tale

Il punto di partenza dell’analisi di Diario Civico è concettuale: le scuole superiori non sono solo edifici scolastici. Sono una delle principali infrastrutture pubbliche della città, capace di generare ogni giorno mobilità, servizi, relazioni e bisogni che richiedono una visione urbana chiara.

La presenza di più istituti concentrati in un unico polo dovrebbe essere trattata come un’opportunità di sistema. Non lo è stata. Gli edifici accumulano necessità di manutenzione programmata, adeguamenti energetici, spazi esterni da ripensare. Ma la rubrica va oltre la dimensione edilizia: “percorsi sicuri, aree di attesa dedicate, connessioni con il trasporto pubblico, spazi per attività pomeridiane e laboratori aperti alla città” sono il livello su cui si misura davvero la qualità di un polo scolastico urbano.

C’è poi un segnale che Diario Civico considera impossibile ignorare: negli ultimi anni gli iscritti sono diminuiti. Al netto della denatalità e della dimunizione della popolazione studentesca sul territorio nazionale, “la qualità degli spazi, la sicurezza dei percorsi e l’organizzazione complessiva incidono direttamente sulle scelte delle famiglie.”

Il caos del trasporto scolastico: un problema di governance

Alle criticità degli spazi si aggiunge quella dei trasporti. Gli autobus extraurbani provinciali attraversano la città senza un piano condiviso: le fermate non dialogano con i percorsi pedonali, i punti di carico e scarico non sono progettati per gestire in sicurezza grandi numeri di studenti. Il risultato, nelle ore di punta, è congestione, rallentamenti, smog, autobus e auto in coda lungo le stesse strade senza alcuna regia comune.

“La soluzione non è tecnica ma di governance”, precisa Diario Civico. Servono tavoli di concertazione stabili tra Provincia, scuole, Comune e aziende di trasporto. Non incontri occasionali: strutture permanenti di coordinamento. La differenza, come la rubrica ripete da mesi, è tra il gesto e il metodo.

Uno spazio centrale per gli studenti: una proposta del 2017 ancora attuale

Il nodo più politicamente rilevante dell’intervento riguarda però un’opportunità che Casarano ha mancato — e continua a mancare.

Già nel 2017 era stata proposta la trasformazione del Mercato Coperto in uno spazio aperto agli studenti: un luogo attrezzato, contemporaneo, capace di far convergere studenti dei diversi istituti, docenti, imprese, associazioni, percorsi Erasmus+, laboratori digitali, biblioteche attive, aule multimediali, interfacce con il mondo del lavoro. Non un’aula studio, ma “un laboratorio urbano, centro culturale e spazio di studio”, capace di colmare il divario tra formazione e sistema produttivo, tra scuola e città, tra giovani e futuro.

Quella proposta, segnala Diario Civico, non era rimasta isolata. Un’associazione di giovani attivi a Casarano aveva successivamente portato avanti un percorso analogo, “senza conoscere le precedenti elaborazioni”, confermando così la forza e la necessità di quella visione. Due percorsi indipendenti che arrivano alla stessa conclusione non sono una coincidenza: sono una risposta a un bisogno reale che la città continua a non ascoltare.

“Quella visione oggi è ancora più attuale”, scrive Diario Civico. “Non come nostalgia, ma come piano tematico di urbanità.”

Galattica: l’occasione che non si è voluta cogliere

C’è un passaggio dell’intervento che Diario Civico formula in modo diretto, quasi accorato: “se Casarano avesse aderito a Galattica, questi progetti sarebbero stati immediatamente candidabili e finanziabili.”

Galattica è la piattaforma regionale pugliese nata per sostenere spazi di innovazione, laboratori culturali, centri di aggregazione giovanile, luoghi di studio e creatività. Una struttura già pronta, con risorse dedicate, costruita esattamente per sostenere il tipo di spazio centrale che Casarano non riesce a darsi. L’assenza di adesione ha privato la città di uno strumento che avrebbe potuto accelerare e finanziare la realizzazione di ciò che i ragazzi chiedono da anni.

La domanda finale che Diario Civico pone è volutamente scomoda, quasi un atto d’accusa civico: “Ci rendiamo conto di cosa li stiamo privando?”

Collegare le scuole al territorio: il CISI e oltre

L’intervento non si limita a descrivere problemi. Indica anche una direzione. Le scuole superiori, sottolinea Diario Civico, sono un nodo strategico per le politiche giovanili: “qui si incrociano orientamento, formazione tecnica, competenze digitali, cittadinanza attiva e accesso al lavoro.”

Collegare gli istituti ai servizi comunali e alle imprese del territorio significa costruire un ecosistema che accompagna i giovani non solo durante gli anni scolastici, ma nel passaggio alla vita adulta. Un filo che tiene insieme scuola, formazione, lavoro e città.

“Adeguare tutte le scuole ai livelli europei è impossibile nel breve periodo”, riconosce con realismo la rubrica. “Ma creare un unico spazio attrezzato, centrale, accessibile, capace di sostenere gli studenti e la loro crescita, è un obiettivo realistico, strategico e trasformativo.” Non un’utopia: una scelta politica concreta, che richiede volontà più che risorse.

Il metodo che ancora manca

Come in ogni intervento di Diario Civico, la questione di fondo non è tecnica: è di metodo e di visione. Trattare le scuole superiori come sistema urbano significa riconoscere che la qualità dell’istruzione passa anche dalla qualità degli spazi, dalla sicurezza dei percorsi, dalla presenza di servizi e dalla capacità di costruire relazioni stabili tra istituzioni diverse.

Serve “un lavoro congiunto tra scuole, amministrazione comunale, Provincia, genitori e studenti”. Non una delega a uno solo di questi soggetti, non una riunione occasionale: un processo strutturato, continuo, capace di produrre decisioni condivise e verificabili.

Finché questo non accade, i ragazzi di Casarano continueranno ad aspettare fuori dai cancelli, appoggiati ai muri dei negozi, in una città che non ha ancora trovato il modo di accoglierli.