dalla Redazione
L’apertura della prima Casa di Comunità operativa nel Salento, annunciata a Casarano, finisce nel mirino del sindacato. Giovanni D’Ambra, Segretario Generale Provinciale della Federazione CISAL Sanità di Lecce, ha inviato una nota ufficiale al Commissario Straordinario e al Direttore Sanitario della ASL Lecce, all’Assessore regionale alla Salute e al Sindaco di Casarano, chiedendo una verifica di conformità della struttura rispetto agli standard previsti dalla normativa vigente.
Cosa prevede la legge
Il Regolamento Regionale n. 13 del 19 dicembre 2023 – adottato in attuazione del DM 77/2022 – stabilisce in modo preciso cosa deve essere una Casa di Comunità: un presidio di prossimità aperto fino a 24 ore su 24, sette giorni su sette, dotato di équipe multiprofessionale, Punto Unico di Accesso (PUA), servizi sanitari e socio-sanitari integrati, presa in carico della cronicità e lavoro multidisciplinare tra medici di base, specialisti, infermieri di comunità e assistenti sociali.
L’accusa: «Solo una stanza»
Secondo D’Ambra, la realtà è ben diversa da quanto comunicato pubblicamente. “Una struttura che funziona in orario ridotto, con personale incompleto e servizi minimi, non può essere definita né percepita come ciò che viene annunciato”, si legge nel documento. Il sindacalista parla esplicitamente di “una stanza del DSS di Casarano” e denuncia una “comunicazione costruita più per apparire che per informare”.
Colpisce, sottolinea D’Ambra, anche il tempismo dell’annuncio: l’inaugurazione è avvenuta “a pochi giorni dalla conclusione dell’incarico del Commissario Straordinario”, circostanza che, a giudizio del sindacato, rivela l’intenzione di “lasciare un segno mediatico” più che di offrire un servizio concreto ai cittadini.
Il personale già sotto pressione
CISAL Sanità esprime preoccupazione anche per i lavoratori del Distretto, “già ai minimi termini”, che rischiano di essere coinvolti in iniziative “che hanno più il sapore della propaganda che della programmazione”.
“Una Casa di Comunità non si apre con un comunicato”
La nota si chiude con un avvertimento netto: “La nostra organizzazione sindacale non può avallare comunicazioni che rischiano di generare aspettative non corrispondenti alla realtà”. E con una promessa: quando la Casa di Comunità sarà davvero operativa – con servizi, orari, personale e funzioni adeguate – il sindacato sarà il primo a riconoscerlo. “Ma oggi, semplicemente, non è così”.
