dalla Redazione
A Casarano il quadro politico in vista delle prossime elezioni si arricchisce di un passaggio destinato a far discutere. Il movimento Siamo Casarano, in passato tra i più critici nei confronti dell’attuale amministrazione, ha annunciato il proprio sostegno al sindaco uscente Ottavio De Nuzzo in vista della sua ricandidatura.
Una decisione che lo stesso gruppo definisce “difficile, sofferta e controcorrente”, ma che viene rivendicata come un atto di responsabilità più che di opportunità politica.
Dalla critica al sostegno
Nel comunicato, Siamo Casarano non rinnega le posizioni espresse in passato. Anzi, rivendica di aver evidenziato “con trasparenza tutte le criticità” dell’amministrazione De Nuzzo, riconoscendo al tempo stesso che, pur a fronte di risultati non pienamente soddisfacenti, “tanto è stato realizzato”.
Il punto di svolta, secondo il movimento, è rappresentato dall’assenza di un’alternativa ritenuta credibile:
“Non esiste un’alternativa concreta, unita e organizzata”.
“Una valutazione maturata – si legge nel comunicato – dopo incontri, ascolto di proposte e analisi dei progetti messi in campo dalle altre componenti politiche locali”.
Le condizioni del sostegno
Il supporto al sindaco uscente non è presentato come incondizionato. Siamo Casarano parla esplicitamente di un accordo fondato su alcuni obiettivi prioritari:
- rilancio di commercio e industria
- sviluppo del turismo
- valorizzazione del centro storico
- creazione di spazi pubblici vivi e inclusivi
“Non promesse, ma impegni”, sottolinea il gruppo, che afferma di aver trovato “apertura, ascolto e volontà di migliorare” da parte del sindaco.
Il nodo politico: esclusione e mancata unità
Nelle note di chiarimento, il movimento entra nel merito delle dinamiche che hanno portato alla scelta. Un passaggio centrale riguarda i rapporti con le altre forze politiche alternative all’attuale amministrazione.
Siamo Casarano denuncia di essere stato “messo ai margini” in più occasioni e di non aver mai avuto “la reale possibilità di lavorare né di partecipare” ai processi decisionali. Da qui la decisione di cambiare strategia: non più osservatori esterni, ma presenza diretta “all’interno dell’amministrazione” per incidere concretamente.
Particolarmente significativo è il riferimento alle primarie mai realizzate. Il movimento afferma di aver dato disponibilità a parteciparvi, ma accusa altre componenti di aver chiuso ogni apertura in questa direzione, impedendo la costruzione di una coalizione unitaria.
Una scelta che apre interrogativi
La decisione solleva inevitabilmente interrogativi sul piano politico. Il passaggio da una critica dura a un sostegno esplicito, seppur condizionato, rischia di essere letto da parte dell’elettorato come un cambio di rotta repentino.
Siamo Casarano respinge però questa interpretazione:
“Non siamo persone che si rimangiano la parola”.
La scelta viene presentata come il risultato di un percorso obbligato, maturato in un contesto di “confusione”, “assenza di squadra” e “mancanza di coesione” nel campo alternativo.
Continuità o pragmatismo?
Nel comunicato emerge una linea politica chiara: meglio lavorare per migliorare l’esistente che puntare su un cambiamento privo di basi solide.
“Ha davvero senso cambiare solo per il gusto di farlo?”, si chiede il movimento.
Una posizione che richiama un approccio pragmatico, ma che espone anche al rischio di essere percepita come una scelta di continuità più che di rinnovamento.
La parola agli elettori
Il passaggio finale affida il giudizio ai cittadini di Casarano: saranno loro, alle urne, a valutare coerenza, credibilità e prospettive delle diverse proposte politiche.
Nel frattempo, Siamo Casarano annuncia che nei prossimi giorni presenterà i propri candidati, segnando così l’ingresso formale nella partita elettorale al fianco di Ottavio De Nuzzo.
Una mossa che potrebbe ridefinire equilibri e alleanze, ma che soprattutto riporta al centro una questione cruciale per la politica locale: la difficoltà, sempre più evidente, di costruire alternative realmente unitarie.
