Dalla Redazione
Rafforzare i servizi sociali, potenziare i consultori e costruire una rete territoriale capace di intervenire in modo rapido ed efficace a tutela di bambini e famiglie. È questo il messaggio lanciato da Luigi Anastasia, candidato sindaco per il movimento civico “GenerAzione Casarano”, sostenuto da M5S e Progetto Casarano–Sinistra Italiana, a margine del convegno dedicato al Pronto intervento per i minori, svoltosi a Casarano lo scorso mercoledì.
L’incontro, dal titolo “Un pronto intervento minori come modello innovativo di prevenzione e sostegno del disagio e della devianza minorile” promosso dall’Ordine regionale degli Assistenti Sociali e organizzato dal Comune di Casarano, ha riunito operatori del settore, magistrati, assistenti sociali e famiglie, facendo emergere – secondo Anastasia – “verità che la politica locale non può più ignorare”.
Disagio minorile e famiglie in difficoltà
Al centro del dibattito, le criticità che attraversano il territorio: aumento della povertà economica ed educativa, fragilità nelle relazioni genitoriali, crescita del disagio psicologico tra bambini e adolescenti e carenza di strutture come consultori e servizi sociali, spesso sottodimensionati.
A pesare, inoltre, sono i tempi lunghi delle procedure di tutela e la complessità degli interventi, che rischiano di rallentare il supporto ai minori in situazioni di emergenza.
“Ciò che siamo oggi è il risultato di ciò che siamo stati da bambini – ha sottolineato Anastasia –. Per questo non possiamo permetterci di ignorare l’infanzia e l’adolescenza”.
La proposta: una “comunità che si prende cura”
Il candidato sindaco propone un modello basato sulla collaborazione tra tutti gli attori del territorio: scuole, servizi sociali, enti sanitari, forze dell’ordine, terzo settore e famiglie.
L’obiettivo è trasformare l’attuale sistema di segnalazione in una rete di protezione efficiente, capace di intervenire precocemente per prevenire situazioni di disagio.
Tra le priorità indicate:
- rafforzamento dei servizi sociali comunali come primo punto di riferimento per le famiglie;
- attivazione e sostegno di consultori e centri per le famiglie;
- protocolli operativi tra scuole, sanità, polizia locale e tribunale minorile;
- investimenti in prevenzione, con supporto psicologico scolastico e progetti educativi;
- tutela e formazione continua per gli operatori del settore.
Parchi e periferie come “hub educativi”
Non solo servizi istituzionali. Anastasia punta anche alla riqualificazione urbana, con la trasformazione di parchi e periferie in veri e propri hub educativi: spazi di socializzazione in cui educatori di strada possano intercettare precocemente situazioni di disagio.
Un approccio che mira a ridurre non solo l’emergenza, ma anche i costi sociali e umani nel lungo periodo.
Trasparenza e coinvolgimento della comunità
Altro punto centrale è la trasparenza nella gestione delle risorse: “Ogni euro investito nei servizi sociali deve essere tracciabile e condiviso con il terzo settore”, afferma Anastasia, sottolineando l’importanza del coinvolgimento diretto della comunità.
“Non è solo una questione di servizi, ma di responsabilità collettiva – conclude –. Ogni intervento tempestivo può cambiare il destino di un bambino”.
Una visione che mette al centro prevenzione, prossimità e collaborazione, in un momento in cui il tema della tutela dei minori si conferma tra le priorità del dibattito politico locale.
