dalla Redazione
Un momento di confronto concreto e partecipato tra istituzioni, professionisti e operatori del settore per rafforzare la rete di protezione dei minori. È quanto emerso dal convegno svoltosi mercoledì a Casarano, dedicato al tema del pronto intervento e della tutela di bambini e adolescenti.
L’evento, dal titolo “Un pronto intervento minori come modello innovativo di prevenzione e sostegno del disagio e della devianza minorile”, ha visto la partecipazione di magistrati, avvocati, educatori e assistenti sociali, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per affrontare una realtà sempre più complessa.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Alberto Nutricati, mentre l’iniziativa è stata promossa dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia, in collaborazione con il Comune di Casarano e il Servizio Sociale Professionale.
Povertà educativa e disagio psichico: i dati che preoccupano
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Massimiliano Fiorentino, che ha posto l’attenzione su alcuni dati allarmanti: crescita della povertà educativa e aumento del disagio psicologico tra i più giovani.
Un quadro che rende sempre più urgente investire sulla prevenzione e sul sostegno alla genitorialità, valorizzando il ruolo del servizio sociale all’interno di équipe multidisciplinari.
Fiorentino ha inoltre richiamato l’importanza di una narrazione corretta del lavoro svolto a tutela dei minori, denunciando le strumentalizzazioni politiche e gli attacchi populisti che, negli ultimi tempi, hanno colpito la categoria. In questo contesto, ha espresso solidarietà alle assistenti sociali di diverse regioni italiane, recentemente bersaglio di atti intimidatori.
Il ruolo centrale del Comune nella rete territoriale
Uno dei temi chiave dell’incontro è stato il ruolo degli enti locali, approfondito dalla vicepresidente Cinzia Riccardi nel suo intervento “Prevenire per proteggere: il Comune al centro della rete tra istituzioni”.
Il Comune, è stato sottolineato, rappresenta il presidio più vicino ai cittadini e deve assumere una funzione di coordinamento tra scuole, servizi sociali, sistema sanitario, forze dell’ordine e associazioni.
“Prevenire per proteggere non è uno slogan, ma una responsabilità concreta”, è il messaggio emerso: intercettare i bisogni prima che diventino emergenze è la vera sfida per garantire il benessere delle comunità.
Strategie condivise contro abuso e marginalità
Nel corso della giornata, gli interventi dei relatori hanno evidenziato la necessità di rafforzare l’asse strategico promozione–prevenzione–protezione, puntando su strumenti capaci di individuare il disagio nascosto e contrastare fenomeni come abuso e maltrattamento.
Lavorare in rete, condividere dati e competenze, investire su formazione e progettazione territoriale: queste le direttrici emerse per rendere più efficace il sistema di tutela.
Oltre ai già citati Fiorentino e Riccardi, nel corso del covegno sono intervenuti Bombina Santella (presidente Tribunale per i Minorenni di Lecce), Ferruccio De Salvatore (già procuratore della Repubblica Tribunale Minorenni di Bari), Luca Monticchio (avvocato cassazionista del Foro di Lecce e esperto di Diritto della famiglia), Barbara De Simone (dirigente psicologa e psicoteraputa Ser.D Casarano), Andrea Ratta (educatore professionale socio-pedagogico).
Il sostegno delle istituzioni locali
A portare i saluti istituzionali è stato il sindaco di Casarano, Ottavio De Nuzzo, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione su temi centrali per il futuro della comunità.
Soddisfazione anche da parte dell’assessore alle Politiche Sociali, Daniele Gatto, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Un importante momento di crescita professionale e confronto, che conferma il lavoro costante svolto negli anni sul fronte della prevenzione e del sostegno al disagio minorile”.
Una sfida che riguarda tutta la comunità
Il convegno si è concluso con un messaggio chiaro: la tutela dei minori non può essere demandata a singoli attori, ma richiede un impegno collettivo e coordinato.
Solo attraverso una rete solida e integrata sarà possibile passare da una logica emergenziale a una visione strutturata, capace di proteggere davvero bambini e adolescenti e di costruire comunità più inclusive e consapevoli.

