dalla Redazione
Cinque anestesisti-rianimatori per gestire sale operatorie, rianimazione, pronto soccorso, radiologia e le unità operative di Chirurgia generale, Ortopedia, Urologia, Cardiologia, Otorinolaringoiatria e Terapia del dolore. È la situazione del Presidio Ospedaliero F. Ferrari di Casarano, denunciata dalla UIL-FPL provinciale di Lecce in una lettera formale indirizzata al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’Assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, al Presidente della III Commissione Sanità Felice Spaccavento e ai vertici della ASL Lecce.
Il divario con gli altri ospedali
La UIL-FPL, a firma del Responsabile del Dipartimento Contrattazione Mario Riso, mette in fila i numeri. L’organico previsto dal Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (PTFP) per il Ferrari è di 10 anestesisti. Quelli effettivamente presenti sono 5 — e secondo il sindacato spesso scendono a 4, a 3, talvolta a 2. Nel frattempo, altri presidi della stessa ASL Lecce risultano in linea o addirittura oltre l’organico programmato: Scorrano 16 su 16, Gallipoli 13 su 16, Copertino 6 su 6, Galatina 5 su 6. Il DEA Vito Fazzi di Lecce, destinatario delle ultime quattro assunzioni, conta 76 anestesisti a fronte di 70 previsti.
“Non vogliamo fare la guerra tra poveri”, scrive Riso, “ma presidi ospedalieri della ASL Lecce che hanno meno branche chirurgiche del Ferrari avevano già 11 anestesisti e con le ultime 4 assunzioni arrivano a 15”.
Turni e ferie: i medici sull’orlo del burnout
Il sindacato descrive una situazione di logoramento progressivo: guardie e pronte disponibilità continue, nessun giorno di riposo garantito, ferie non fruite. Il rischio, avverte la UIL-FPL, è che gli stessi medici rimasti chiedano il trasferimento, aggravando ulteriormente una carenza già insostenibile. Nella lettera si parla esplicitamente di “condizione di burnout”.
La richiesta: almeno 5 unità in più, subito
Il sindacato chiede l’assegnazione urgente e in via provvisoria di almeno altre 5 unità di medici anestesisti al Ferrari, in attesa di una rimodulazione del PTFP. E lancia un monito diretto alle istituzioni: “Facciamo presto, prima che le pagine di cronaca riportino notizie drammatiche”.
La lettera si chiude con una considerazione politica netta: “La sanità in provincia di Lecce non deve essere Fazzi-centrica”. Il Capo di Leuca e il suo circondario distano da Lecce un’ora e venti minuti. “L’utenza dell’ospedale Ferrari non è figlia di un Dio minore e merita rispetto”.
