dalla Redazione
Il progetto di Acquedotto Pugliese per la realizzazione di serre solari per l’essiccamento dei fanghi di depurazione nell’area del depuratore di Casarano torna al centro del dibattito elettorale. Uno scontro che affonda le radici nella campagna per le regionali e che ora si ripropone, con rinnovata intensità, nella corsa alle amministrative.
La posizione dell’assessore Scarangella
A intervenire per prima è Rosi Scarangella, assessore all’igiene ambientale dell’amministrazione uscente. In una nota pubblica, l’assessore respinge l’ipotesi che l’impianto venga realizzato: «Acquedotto Pugliese ha stralciato definitivamente questo intervento», scrive, invitando i cittadini a non farsi trascinare da quello che definisce allarmismo strumentale.
Scarangella distingue tra il progetto delle serre — che considera archiviato — e i lavori di potenziamento dell’impianto esistente, questi sì in corso, ma giustificati, a suo dire, dall’aumento della raccolta delle acque e dagli obblighi normativi previsti dal decreto regionale 13 del 2017. Quanto alla destinazione dei fanghi, l’assessore precisa che Acquedotto Pugliese ha già individuato negli impianti di Ugento e Corsano la soluzione alternativa sufficiente a coprire il fabbisogno. Conclude con una stoccata ai critici: «Mi auguro che la trasferta a Bari di qualcuno sia stata almeno una piacevole passeggiata». Il riferimento è a Marco Nuzzo, candidato sindaco del centrosinistra, e a Marcello e Aldo Torsello, che, prima di sottoscrivere l’accordo tra Europa Verde e la coalizione a sostegno di Nuzzo, si erano recati a Bari per verificare di persona quale fosse lo stato dell’arte del progetto.
La replica di Torsello
Aldo Torsello, candidato al consiglio comunale nella lista Europa Verde, ribatte punto per punto. Nella sua ricostruzione, la delibera con cui il consiglio comunale ha approvato il progetto definitivo di Acquedotto Pugliese – trasformando contestualmente un’area a parco in “zona industriale” – è ancora in vigore e il suo iter non è stato interrotto. «Revocare quella delibera», scrive Torsello, «è l’unica cosa che conta. Il resto sono chiacchiere».
Il candidato contesta anche la perimetrazione dell’impianto così come descritta dall’amministrazione. Secondo Torsello, i piani di investimento di Acquedotto Pugliese indicano Casarano e Copertino come hub di raccolta per gli scarichi di impianti minori su scala provinciale, non come siti a servizio dei soli tre Comuni attualmente allacciati, vale a dire Casarano, Matino e Parabita. A sostegno della sua tesi cita un incontro avuto a Bari con dirigenti e tecnici dell’ente, dai quali avrebbe appreso che il progetto resta finanziato e che nessuno stralcio è stato formalizzato. Solleva inoltre un confronto con Maglie: il depuratore magliese serve tredici Comuni, eppure – osserva – non rientra nei piani di potenziamento con le serre. Il depuratore casaranese, invece, sì, nonostante sia collocato all’interno del perimetro urbano.
Torsello annuncia che la revoca della delibera sarà il primo atto dell’eventuale nuova amministrazione sostenuta dalla sua lista, e che Europa Verde ne sarà «la garanzia».
Il nodo irrisolto
Il confronto ruota attorno a un punto che le due parti interpretano in modo opposto: se la delibera comunale che ha approvato il progetto e modificato la destinazione d’uso dell’area sia ancora vigente oppure no. Scarangella sostiene che l’iter «non è stato mai concluso» e che il progetto è decaduto. Torsello replica che la delibera è atto pubblico, che nessuna revoca formale è intervenuta, e che il finanziamento risulta ancora attivo. Finché non arriverà un atto amministrativo esplicito in un senso o nell’altro, il dibattito – prevedibilmente – non si chiuderà.
