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Tregua elettorale per la festa patronale di San Giovanni Elemosiniere? De Nuzzo propone, Anastasia rifiuta

De Nuzzo: "Lasciamo che San Giovanni sia solo di Casarano". Anastasia: "Così si accresce la distanza tra cittadini e politica"

dalla Redazione

A meno di due settimane dal voto, la campagna elettorale per le amministrative di Casarano si arricchisce di un confronto che va oltre i programmi e tocca il rapporto tra politica, festa e comunità. Protagonisti il sindaco uscente e ricandidato per il centrodestra Ottavio De Nuzzo e il candidato sindaco di area progressista Luigi Anastasia.

La proposta di De Nuzzo

Con una lettera aperta indirizzata agli altri tre candidati – Luigi Anastasia, Marco Nuzzo e Laura Parrotta – De Nuzzo ha proposto una sospensione volontaria di tutta l’attività elettorale nelle giornate del 16 e 17 maggio, quando Casarano celebra la festa patronale di San Giovanni Elemosiniere. Niente comitati aperti, niente volantinaggi, niente comizi.

“Ci sono momenti che appartengono a tutti, senza bandiere”, scrive De Nuzzo. “Lasciamo che San Giovanni sia solo di Casarano. Riprenderemo il confronto dal 18, con rispetto reciproco”. Una proposta che il sindaco uscente presenta come gesto di sensibilità verso i cittadini, non come rinuncia alla competizione: “È una scelta che non toglie nulla alla competizione. Anzi, aggiunge valore alla politica”.

La replica di Anastasia

Netta la risposta di Luigi Anastasia, che respinge la proposta e ne contesta l’impostazione di fondo. Per il candidato di GenerAzione Casarano, sostenuto da Progetto Casarano – Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle, presentare l’attività politica come un elemento di disturbo per una festa religiosa è “una visione singolare” e, soprattutto, “un messaggio pericoloso” in un’epoca già segnata da crescente disaffezione verso le istituzioni.

“Un comitato elettorale, dei volantini, il confronto tra idee e programmi non sono rumori molesti e non interferiscono con la fede o con il significato di una festa patronale”, scrive Anastasia. “Mettere in contrapposizione la partecipazione politica e una festa religiosa non è soltanto fuori luogo. È un messaggio che rischia di alimentare ancora di più la distanza tra cittadini e politica”.

Un confronto che divide

Lo scambio di lettere apre una questione di metodo che attraversa ogni campagna elettorale: dove finisce il rispetto per la sensibilità collettiva e dove inizia la limitazione del dibattito democratico? De Nuzzo e Anastasia offrono due risposte opposte, entrambe legittime, e rimettono ai cittadini – e agli altri candidati – la valutazione su quale sia più vicina allo spirito di Casarano.