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Casarano-Renate 0-2, Di Bari: “Non è finita. Mercoledì daremo tutto”

Il tecnico rossoazzurro analizza la sconfitta nell'andata dei playoff: stanchezza, episodi sfortunati e la certezza di dare il massimo al "Favini". Grandolfo reclama il rigore sul secondo contatto.

di Alberto Nutricati
Foto di Giovanni De Micheli

Il “Capozza” era strapieno, ieri sera, per l’attesissima gara di andata del primo turno nazionale dei Playoff di Serie C. Ma il Renate ha risposto con la doppietta di Karlsson e il Casarano, nonostante la buona prestazione, si trova ora a dover rimontare il passivo mercoledì sera, a Meda, per passare il turno.

Mister Vito Di Bari non fa calcoli e non cerca scuse. “La sconfitta è meritata”, riconosce senza giri di parole in conferenza stampa. Però tiene a mettere in fila quello che non ha funzionato, a partire dall’episodio che ha cambiato l’umore della partita: “Il primo gol (giunto dopo appena 3 minuti, ndr) ci ha innervositi perché non ce l’aspettavamo. Eravamo carichi a mille, e quell’episodio lì ci ha tolto qualcosa a livello mentale”.

La lettura tattica è netta: “Il Renate è una squadra fisica, di gamba, ben organizzata. I due attaccanti andavano diretti e abbiamo perso tanti duelli”. La terza partita in otto giorni ha pesato, e Di Bari lo ammette: “Eravamo più stanchi, è normale”. Ma aggiunge una critica che va oltre la condizione atletica: “Oggi siamo stati superficiali. Abbiamo rischiato tante volte di prendere il terzo gol, cosa che nell’ultimo periodo del campionato non stava succedendo”. Sul modulo – il 4-3-3 che aveva portato ottimi risultati nelle ultime settimane – nessuna decisione affrettata: “Con questo sistema abbiamo trovato una quadra importante. Vedremo”.

Il margine per il ritorno è stretto, Di Bari lo sa. “Un’impresa quasi impossibile”, la definisce il tecnico. Ma poi ricorda Monopoli, ricorda Cosenza, e la logica del “quasi” regge a fatica di fronte a ciò che questa squadra ha già fatto. “Io sono straconvinto che questi ragazzi daranno tutto fino all’ultimo secondo. Ce la giochiamo”.

Nello spogliatoio, dopo il fischio finale, ha visto i suoi ragazzi distrutti. “Per me loro hanno vinto lo stesso”, dice. “Hanno portato tutta questa gente allo stadio. Hanno fatto parlare di noi a livello nazionale”. Il 5-1 di Cosenza aveva fatto rumore in tutta Italia, e con quel risultato erano salite anche le aspettative. “Affrontare il Renate, per chi non conosce il girone A, poteva sembrare facile. Noi sapevamo benessimo che non era così”.

Grandolfo: “Sul secondo episodio potevo calciare, mi hanno tirato giù”

Francesco Grandolfo non nasconde la frustrazione per i due contatti in area che non hanno prodotto il rigore. Sul primo, l’arbitro Di Cicco – assistito dal VAR – ha ritenuto che non ci fossero gli estremi. Sul secondo, l’attaccante è convinto che ci fossero gli estremi per il penalty: “Sono stato tirato giù. Da quella posizione avrei calciato, non ho simulato. Potevamo riaprire la gara”.

La stanchezza l’ha sentita anche lui: “Sulle seconde palle, nei contrasti, loro c’erano. Avevano gamba anche nelle ripartenze”. E poi le parate di Nobile, bravo ad opporsi alle conclusioni dei rossoazzurri anche nelle situazioni più disordinate: “Capitano anche queste partite, dove la palla non vuole entrare”.

Il bilancio dell’esperienza a Casarano resta positivo: “Sono veramente felicissimo di far parte di questo gruppo. Sono orgoglioso del percorso fatto”. E sull’impresa di mercoledì: “Come ci siamo riusciti a Cosenza, andremo lì e proveremo ancora”.

Il ritorno: mercoledì ore 20 a Meda

Il Casarano si troverà di fronte un Renate che, al “Mino Favini” di Meda, in provincia di Monza-Brianza, potrà contare anche sul fattore campo. Il regolamento prevede che in caso di parità di punteggio al termine dei due match conti la differenza reti, e in caso di ulteriore parità passi la testa di serie – il Renate, appunto. Tradotto: al Casarano serve una vittoria con almeno tre gol di scarto. Un’impresa, appunto.