di Alberto Nutricati
Foto di Giovanni De Micheli
“Comunque vada sarà un successo”. Vito Di Bari ha chiuso così la conferenza stampa pre-gara. Non è una frase fatta: viene dopo sette minuti in cui il tecnico del Casarano ha spiegato perché questa squadra, che rappresenta una città di meno di 20.000 abitanti in un torneo di capoluoghi di provincia, ha già fatto qualcosa che non si dimentica facilmente.
Stasera alle 20, allo stadio “Capozza”, ancora una volta sold out, i rossoazzurri ospitano l’Union Brescia nell’andata dei quarti di finale dei playoff nazionali di Serie C. Arbitrerà Stefano Striamo di Salerno; al VAR Luca Juan Sacchi di Macerata.
“Siamo gli unici ottavi“
Di Bari ha aperto con i numeri. Su otto squadre rimaste in corsa, quattro vengono dal girone C, sette sono capoluoghi di provincia. Il Casarano è l’unica ad aver disputato tutti i turni a partire dal primo, quando le partecipanti erano 29.
“Siamo l’unica ottava classificata – ha detto il mister – ed è un dato straordinario. È normale che ora si parla di noi in tutta Italia, perché la nostra storia fa innamorare”.
L’entusiasmo in città, ha osservato, va oltre quello della scorsa stagione, quando il Casarano vinse il campionato. “Viene paragonato agli anni Ottanta e Novanta. Anche questa sarà storia, e noi siamo contenti di esserne gli attori protagonisti”.
Il Brescia e gli episodi
L’avversario non è banale: 69 punti, 19 vittorie, miglior difesa del girone A con 25 gol subiti. In panchina c’è Eugenio Corini, che in Serie B ha vinto un campionato proprio con il Brescia.
“Il nome Brescia fa venire i brividi – ha ammesso Di Bari -, però è anche un motivo d’orgoglio affrontarlo. È una squadra forte, con idee e concetti chiari”.
La gara si gioca in 180 minuti complessivi. Di Bari chiede nervi saldi e lucidità sugli episodi: “Queste sono partite in cui l’episodio lo devi portare dalla tua parte. Come siamo stati bravi a Renate, dobbiamo esserlo in casa”. Un avvertimento anche ai suoi: nelle ultime due partite interne il Casarano ha perso e Di Bari attribuisce questi risultati in parte alla qualità del terreno di gioco, migliore fuori casa.
I gol, i giovani, il presidente
118 gol segnati in un anno e mezzo di gestione Di Bari. Dieci solo in questi playoff, tutti lontano dal “Capozza”. “Penso che nessuna squadra abbia fatto 10 gol fuori casa in tre partite di playoff”, ha detto il tecnico, che difende il proprio calcio offensivo anche quando porta a concedere qualcosa.
Ha citato per nome i giovani di proprietà del club: Cerbone, Cajazzo (indisponibile), Palumbo. “Non sono ragazzi in prestito, sono patrimonio della società. Stiamo dando valore ai sacrifici del presidente”.
Ringraziamento pubblico a Filograna: “Ci agevola nelle trasferte, nelle strutture, nel recupero. Stiamo vivendo il nostro Mondiale: si gioca ogni tre giorni, si viaggia, si è lontani dalle famiglie. Ma quando si sta bene insieme, la stanchezza viene meno”.
Infortunati e convocati
Brutta notizia alla vigilia: Carlo Lulic si è rotto il crociato. “Pubblicamente gli faccio in bocca al lupo – ha detto Di Bari -. Carlo è un testardo e so che supererà anche questo”. Fuori anche Versienti per squalifica. Nella lista dei 23 convocati figurano: Bacchin, Bachini, Celiento, Cerbone, Chiricò, Chiorra, D’Alena, Di Dio, Ferilli, Ferrara, Gega, Giraudo, Gyamfi, Grandolfo, Leonetti, Logoluso, Maiello, Mercadante, Negro, Palumbo, Patrignani, Perez, Santarcangelo.
Play for Charity
Da segnalare l’iniziativa di beneficenza messa in campo dalla Lega Pro. In occasione dei playoff, la Lega Pro ha attivato con CharityStars l’iniziativa “Play for Charity”: il pallone del primo gol di ogni gara, autografato dal marcatore, andrà all’asta sulla piattaforma CharityStars a beneficio della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. In palio anche maglie autografate e alcune experience negli stadi.
