dalla Redazione
Il vento sembra essere cambiato, almeno in parte, all’ospedale “Ferrari” di Casarano. La nomina di due nuovi primari – Paolo Pichierri in Ortopedia e Francesca Spagnolo in Neurologia – ha ridato slancio a reparti che sembravano destinati al declino. Ma il Comitato civico Pro Ferrari non abbassa la guardia e mette nero su bianco, attraverso un lungo e articolato comunicato stampa, quattro problemi che restano irrisolti e che rischiano di compromettere la tenuta dell’intero presidio ospedaliero.
I segnali positivi
Il comitato riconosce che qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta. Ortopedia e Neurologia hanno ripreso un ruolo centrale nell’erogazione dei servizi sanitari per il sud Salento, grazie anche all’impegno del personale medico e infermieristico. Un cambio di passo apprezzato, dopo anni in cui il “Ferrari” sembrava sistematicamente penalizzato nonostante continuasse a lavorare a pieno regime.
Anestesisti dimezzati: a rischio sale operatorie e rianimazione
La prima emergenza riguarda gli anestesisti rianimatori. La pianta organica ne prevede dieci, ma in servizio ce ne sono appena cinque. Una carenza che non è solo un dato numerico: significa turni impossibili da coprire, sale operatorie che rischiano di fermarsi e un reparto di rianimazione che lavora al limite. Il comitato ha già sollevato il problema con il presidente della commissione Sanità regionale, Felice Spaccavento, e con il dipartimento Salute della Regione Puglia.
Stroke Unit: il sud Salento non può aspettare Lecce
Sul fronte neurologico, la nomina del primario non basta. Serve la Stroke Unit, il reparto specializzato nella gestione delle emergenze cerebrovascolari. Attualmente in tutta la provincia questo servizio esiste solo al Vito Fazzi di Lecce: troppo lontano per chi ha un ictus e abita nel Salento meridionale o nell’area ionica. Ogni minuto conta e la distanza geografica in questi casi può fare la differenza tra la vita e la morte, o tra una disabilità grave e un recupero possibile.
Chirurgia nel caos: il primario è altrove e le urgenze vengono dirottate
La situazione più paradossale riguarda la Chirurgia. Il primario titolare dell’unità complessa di Casarano è stato distaccato come facente funzione a Gallipoli, dove il concorso per coprire il posto vacante – rimasto tale dopo le dimissioni del dottor Di Giorgi – non è ancora stato bandito. Il risultato è che le urgenze chirurgiche vengono dirottate al “Sacro Cuore” di Gallipoli, con tutti i rischi che uno spostamento non programmato comporta per i pazienti.
Psichiatria: riaprire si può, le risorse ci sono
Il comitato chiede infine la riapertura del reparto di Psichiatria, razionalizzando il personale medico già disponibile nell’Asl, compresi i medici attivi sul territorio. Una richiesta tutt’altro che velleitaria, considerata la presenza nell’area di numerose strutture che assistono pazienti con patologie psichiatriche e che oggi si trovano senza un punto di riferimento ospedaliero di prossimità.
L’appello unitario: politica da parte, il Ferrari viene prima
Il comitato chiede un incontro con il presidente della Regione Antonio Decaro, il vicepresidente Cristian Casili e l’assessore alla sanità Donato Pentassuglia. E invita tutti i candidati sindaci di Casarano – al di là delle appartenenze politiche – a sostenere la causa del “Ferrari”. «La Puglia non è solo Bari né Lecce», si legge nel comunicato: ogni territorio ha diritto agli stessi servizi, e il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, non ammette distinzioni.
