Riceviamo e pubblichiamo nella rubrica “Le vostre lettere” la riflessione inviata in redazione da Francesco Barone.
Il bene comune
In “trepidante attesa” di una decisione dei due contendenti alla carica di sindaco di Casarano su eventuali “apparentamenti”, mi giunge questa mattina (1° giugno) da vari organi d’informazione locali la notizia di un mancato accordo per alleanze con le altre coalizioni politiche in vista del turno di ballottaggio.
A dire il vero una sana riflessione ex post sulle ragioni che avevano determinato la frammentazione dei candidati in lizza al momento della loro presentazione, con tutta la pletora di liste affiliate, mi avrebbe dovuto convincere che l’interesse per il “bene comune” non avrebbe retto all’impatto con il granitico orgoglio autoreferenziale; e sì, perché di questo si tratta. Ogni bella teoria e dibattito su programmi o sugli obiettivi da perseguire si squaglia di fronte al “calor bianco” proveniente dal carattere, qualità, aspirazioni, aspetto e prerogative di questo o quel candidato.
I problemi della città di Casarano sono chiari ed evidenti a tutti, dire di preferire questo a quell’altro è stato un esercizio vuoto, di scarso o nullo valore pratico, infarcirlo poi di toni e termini più o meno suggestivi e recriminatori, è gioco ormai consunto e logoro di una vecchia dialettica nominalistica ma non di sostanza. Quello che invece è mancato e manca da lungo tempo in verità nelle competizioni elettorali sono le modalità, i contenuti ed i mezzi delle azioni da intraprendere per ottenere certi risultati: di questo nemmeno un’eco lontana. Non si sta parlando dei “massimi sistemi” né di “congiunzioni astrali” ma di cosa si intende fare per :
a) restituire al nostro ospedale il ruolo e le funzionalità che gli spettano; b) rivitalizzare il centro storico; c) dare decoro all’aspetto urbano; d) occuparsi delle povertà visibili e nascoste; e) curare l’ambiente naturale urbano e agricolo; f) prestare maggior cura ed attenzione agli animali; g) sostenere e coordinare le iniziative sociali e culturali del terzo settore …
Se avessero discusso di questo anziché su come far valere le proprie prerogative ed aspirazioni personali, forse un accordo si sarebbe riusciti a raggiungerlo, posto che qualche idea in proposito se la siano prefigurata, in vista di future responsabilità amministrative.
Quando in un’altra occasione dalle pagine di questa testata, ricordavo i vecchi tempi in cui la nostra Casarano riusciva a proporre e poi ad incidere sull’elezione di aspiranti alla carica di senatore o deputato, riuscendovi in modo eccellente, intendevo proprio riferirmi a quell’unità di intenti che mira ad obiettivi precisi e decisi, che oggi invece manca in generale nella popolazione, o almeno in una gran parte di essa, ed in modo particolare in coloro che (voglio credere) generosamente ed in buona fede si propongono per prestare un “servizio” all’intera comunità.
Perciò siamo forse ancora in tempo, lasciamo da parte rivendicazioni, recriminazioni e personalismi, ma soprattutto guardiamo in prospettiva attuale e futura, pensando specialmente a coloro che ci guardano senza poter scegliere: i piccoli, i malati, gli esclusi, quelli che non sono ancora nati.
Un cordiale saluto e forza Casarano !
Francesco Barone
