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Un murales per Vanini nell’atrio del Liceo: studenti e docenti trasformano una parete in un manifesto al libero pensiero

«Non è solo un'opera dipinta su una parete»: la dirigente Maria Grazia Attanasi spiega il senso del murales dedicato a Vanini.

dalla Redazione

Inaugurato questa mattina un murales dedicato al filosofo a cui l’istituto è intitolato. L’opera occupa l’atrio della sede centrale del Liceo Vanini: un luogo di passaggio quotidiano per centinaia di studenti, diventato ora anche spazio di sosta e riflessione.

L’opera e i suoi simboli

A realizzarla sono stati dodici studenti – da classi terze, quarte e quinte – guidati dalla professoressa Teresa Schiavone, con i tutor Adele Manco e Davide Chezza. Su uno sfondo a tonalità pastello emergono i tratti giovanili di Vanini circondati da un sistema di simboli: lo scarabeo al centro, figura della trasformazione e della rinascita; una civetta, richiamo alla saggezza; un cuore, all’umanità con cui Vanini visse la filosofia. Viole del pensiero e rose completano il quadro, mentre tralci intrecciati collegano le immagini tra loro, a formare una rete visiva che allude alla connessione tra conoscenza, intuizione ed esperienza.

Chi era Vanini, e perché conta ancora

Giulio Cesare Vanini, filosofo salentino del XVI secolo, fu processato e condannato a morte per le sue idee. Interrogò senza sconti la natura, il mondo e la condizione umana in un’epoca in cui queste domande non erano tollerate.

È su questo sfondo che la dirigente scolastica Maria Grazia Attanasi ha affidato alle parole il peso più importante della cerimonia. «Ricordarlo oggi, in un momento della nostra storia ugualmente buio», ha detto, «significa riaffermare valori che la scuola ha il dovere di custodire e trasmettere ogni giorno: il rispetto delle differenze, il senso critico, la curiosità del sapere, la capacità di porsi domande, il rifiuto di ogni forma di violenza e di discriminazione».

Per la dirigente, il murales non è semplicemente un’opera decorativa: «Non è soltanto un’opera dipinta su una parete. È un messaggio. È una testimonianza. È una voce che resterà nel tempo». E ancora, a conclusione della cerimonia, ha sottolineato come l’opera rappresenti «un segno tangibile di appartenenza e di memoria condivisa, un modo per rendere vivo ogni giorno il legame tra il nome del Liceo e ciò che esso rappresenta» – richiamando l’importanza del dubbio, del confronto e del pensiero critico come strumenti di crescita personale e civile.

Il progetto dietro il murales

L’opera è il risultato di “Lo sanno anche i muri”, progetto biennale di Formazione Scuola Lavoro presentato dalla professoressa Manco, che unisce percorsi artistici a contenuti di approfondimento culturale. Il materiale per la realizzazione è stato fornito dal Colorificio Belfiore di Casarano. A chiudere la cerimonia, gli studenti coinvolti hanno proiettato un video che documenta tutte le fasi del lavoro, dal progetto alla stesura finale.

Questi gli studenti che hanno partecipato al progetto: Angelé Madila (IV DL), De Pascalis Luigi (V AS), Giaccari Jennifer (IV DL), Giaffreda Gaia (III BL), Giorgino Giulia (IV DL), Grasso Giulia (IV DL), Martina Francesca Assunta (V A), Natali Elena Andrea (IV BL), Negro Giole (IV CS), Russo Adele (IV DL), Stefanelli Sofia (III BL), Toma Mattia (V D).