dalla Redazione
Dopo il verdetto delle urne che ha riconfermato Ottavio De Nuzzo alla guida del Comune di Casarano, Progetto Casarano-Sinistra Italiana rompe il silenzio post-ballottaggio con una nota che guarda già al futuro del centrosinistra locale.
Il comunicato si apre con le congratulazioni al sindaco eletto: «A lui va l’augurio di un buon lavoro», scrive il movimento, che auspica un’amministrazione «nell’interesse esclusivo di tutti i cittadini», con attenzione a sviluppo economico, coesione sociale e sostenibilità ambientale.
Nuzzo: «Un patrimonio da non disperdere»
Toni caldi per il candidato sconfitto Marco Nuzzo, cui il documento riserva un lungo ringraziamento. Progetto Casarano-SI ne riconosce la campagna «condotta con straordinaria dignità, passione e competenza» e sottolinea la capacità di «aggregare forze nuove» nel perimetro del centrosinistra casaranese. La conclusione è netta: quel patrimonio umano e politico «non va assolutamente disperso», ma deve trovare sbocco nel lavoro consiliare dei prossimi anni.
Un accenno anche a Luigi Anastasia, nei confronti del quale il movimento, pur segnalando «alcune decisioni non condivise», conferma la disponibilità al dialogo.
La lezione del voto: basta personalismi
È però l’analisi politica la parte più sostanziosa del documento. Per Progetto Casarano-SI, il ballottaggio consegna «una lezione fondamentale»: senza un centrosinistra unito e coeso, qualunque proposta progressista resta strutturalmente fragile.
«Solo superando personalismi e differenze di metodo», scrive il movimento, si può costruire «un fronte riformista compatto» capace di essere opposizione credibile in Consiglio Comunale e, nel tempo, alternativa di governo.
Il testo punta il dito anche sull’astensionismo, indicato come una delle sfide prioritarie: il centrosinistra, si legge, «ha il dovere di cucire il rapporto» con chi non è andato a votare, tornando a parlare dei bisogni concreti delle persone e del mondo del lavoro.
«Da domani il nostro impegno riparte da qui», conclude la nota: «dalla volontà di dialogare, unire e costruire ponti».
