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“L’ultimo trovatore”: domani sera al Liceo Docet il libro di Simone Giorgino su Carmelo Bene in ricordo di Claudio Pedone

di Alberto Nutricati

Giovedì 18 giugno, alle 19, il chiostro del Liceo Docet ospita la presentazione di L’ultimo trovatore. Le opere letterarie di Carmelo Bene di Simone Giorgino (Milella, 2014). Intervengono l’autore e Sarah Pedone. I saluti istituzionali sono di Lucia Saracino. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, dal Liceo Docet e dalla Società Dante Alighieri di Casarano.

La serata non è una presentazione editoriale nel senso convenzionale del termine. È, prima di tutto, un ricordo. Il libro arriva a Casarano con una dedica – A Claudio! – un nome, che in questa città non ha bisogno di spiegazioni: quel Claudio è il compianto assessore alla cultura del Comune di Casarano, scomparso il 25 luglio 2021, uomo profondamente legato alla figura e all’opera di Carmelo Bene. Non a caso, tra i relatori della serata compare sua figlia Sarah, quasi a voler chiudere un cerchio.

Da assessore, Pedone seppe dar vita ad una rassegna teatrale di altissimo livello, Pensiamo in prosa, con compagnie di prestigio nazionale e internazionale. Dello stesso calibro la rassegna culturale estiva Oltremare/Entroterra. Ma sarebbe riduttivo associare il nome di Claudio Pedone esclusivamente al teatro e alla cultura. Egli fu un visionario e un antesignano anche in ambito di politiche giovanili e sostenbilità. Ecco perché è bene che si parli di lui, di ciò che ha fatto e soprattutto di come lo ha fatto. Perché, anche se in molti hanno la memoria corta, Casarano ha avuto e continua ad avere un grande debito nei suoi confronti.

E veniamo al libro. Il volume di Giorgino è uno dei pochi studi sistematici dedicati a Bene scrittore – non al regista, non all’istrione televisivo, ma all’autore di romanzi e poesie. La prima parte ricostruisce la “biblioteca ideale” dell’artista attraverso un’analisi intertestuale, mappando le influenze che ne hanno formato la cultura letteraria. La seconda esamina le opere narrative che Bene stesso definì esplicitamente “romanzo” o “racconto”. La terza affronta la produzione poetica pubblicata in vita – Pentesilea, Necrofilia in Achille (1994) e Il mal de’ fiori poema (2000) – e si chiude con la presentazione del poema inedito Leggenda, conservato nel Fondo Bene a Villa Pamphilj, a Roma.

Il titolo scelto da Giorgino, L’ultimo trovatore, non è una trovata retorica. Indica una postura precisa: Bene come poeta-musicista che lavora sul confine tra suono e senso, erede anomalo di una tradizione in cui la voce conta quanto – se non più – della parola scritta.

Carmelo Bene nacque a Campi Salentina nel 1937. Il Salento lo ha spesso rivendicato, e raramente capito. Giovedì sera, in un chiostro di Casarano, si prova a farlo nel modo più onesto: attraverso chi lo ha studiato, e in memoria di chi lo aveva amato.

Ingresso libero.