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Casarano ritrova il suo cinema: Filograna Sergio ha acquistato il Manzoni. Apertura prevista per settembre-ottobre

Ma non si può non ricordare Mario Margari, che quel cinema lo ha voluto, amato e difeso, sempre e comunque.

Una lunga assenza

Anni senza una sala. Per vedere un film sul grande schermo, i casaranesi hanno dovuto prendere l’auto e raggiungere Taviano, Collepasso, Gallipoli. Una rinuncia silenziosa, diventata nel tempo abitudine. Per una città di quasi ventimila abitanti, tra le più popolose della provincia di Lecce, l’assenza di un cinema ha rappresentato qualcosa di più di un semplice disagio logistico.

L’acquisto

A chiudere il capitolo dell’assenza è Antonio Filograna Sergio, presidente della Leo Shoes e del Casarano Calcio, che insieme alla moglie Katia Gorga ha acquistato il cineteatro Manzoni di via Vecchia Matino – già cinema Ebe – finito all’asta dopo una lunga procedura fallimentare. La firma definitiva è giunta martedì, con l’obiettivo dichiarato di aprire i battenti entro settembre-ottobre. L’annuncio è arrivato nel corso dell’ultima puntata di «Casarà», la trasmissione sportiva di SupportersCasarano.

“Nel mio piccolo, cerco di rispondere”

«Presto avremo un cinema a Casarano», ha detto Filograna, sollecitato dallo scrittore Gabriele Marra. «È importante per i ragazzi, per le famiglie. Mancano troppe cose e io credo che sia necessario creare il binomio pubblico-privato per costruire qualcosa di bello. Quando vengo chiamato, cerco di rispondere per migliorare il benessere della collettività, per rendere la nostra città più bella, più ospitale, più decorosa».

L’appello di Katia Gorga

La moglie di Filograna e direttrice della Fondazione Filograna ha affiancato all’annuncio una riflessione più scomoda. «A Casarano si dice sempre “non c’è niente”», ha osservato Gorga, «ma la città deve rispondere alle iniziative. Quest’anno abbiamo avuto la stagione teatrale dopo anni di assenza e purtroppo la risposta non c’è stata. Non possiamo solo chiedere: dobbiamo prenderci cura di ciò che abbiamo».

Una scommessa sulla città

Per lunghi anni, il cinema è stato gestito con passione e generosità da Mario Margari. Poi la chiusura. Ora, il ritorno. Non si tratta di una buona notizia solo dal punto di vista culturale. È anche una sfida rivolta ai casaranesi: dimostrare che le iniziative, quando arrivano, meritano di essere sostenute. Filograna sceglie di investire sul proprio territorio quando potrebbe guardare altrove. Ora tocca alla città fare la sua parte.

La voce di Emma Margari

A margine della notizia, Emma Margari, figlia dell’ex prorpietario, ha affidato ai social un messaggio personale, che riportiamo integralmente, nel rispetto della sua precisazione: le parole che seguono esprimono il suo sentire, non quello dei fratelli.

“Sono felice per Casarano. Un cinema è un incubatore di creatività; ognuno di noi, davanti a una pellicola, in quella sala ha sognato. C’è una parte di storia in tutto questo, e io sono e sarò sempre una sognatrice romantica.
Dalla sua chiusura, l’argomento cinema è diventato un tema caldo, spesso cavalcato per ricevere consensi, plausi e magari anche voti.
In questi anni ho letto e ascoltato senza proferire parola, custodendo in silenzio solo la nostalgia per un luogo del cuore.
C’è però una parte di questa storia che nessuno ha voluto vedere: la storia di un uomo, mio padre. Quel cinema, per lui, rappresentava tutto. L’ho visto lottare con tutte le sue forze per riaprirlo anni fa, ostinato a non mollare. L’ho sentito domandare ogni giorno, fino alla fine: “Ma il cinema?”
Eh sì, si fa presto a dimenticare. Nell’immaginario collettivo l’imprenditore è visto spesso come colui che specula e si arricchisce; quando sei sulla cresta dell’onda tutti vogliono starti accanto, ma poi l’onda cala e ti ritrovi vicino solo poche persone care e la stima della gente.
Fa male vedere un imprenditore che ha dato tanto alla città, senza mai mischiarsi con la politica o con altre dinamiche, ritrovarsi solo.
In questi anni, io e i miei fratelli abbiamo affrontato questa battaglia rimanendo sempre uniti, con l’unico obiettivo di restituire a nostro padre la dignità che meritava.
Se un giorno altri imprenditori onesti si dovessero trovare in difficoltà, mi auguro con tutto il cuore che non vengano lasciati soli”.