La consegna del centro di aggregazione per la legalità “Angelica Pirtoli” all’ETS Cittadini Coraggiosi ha riaperto una ferita che non si era mai del tutto chiusa (clicca qui per leggere l’articolo). Nadia Rizzello, zia di Angelica e sorella di Paola – madre e figlia, entrambe uccise dalla Sacra Corona Unita – denuncia pubblicamente di essere stata esclusa, per la seconda volta consecutiva, da un momento istituzionale legato alla memoria delle sue familiari. Dall’altra parte, Luciana Negro, candidata nelle liste a sostegno del sindaco riconfermato Ottavio De Nuzzo, contesta la ricostruzione: non c’è stata nessuna inaugurazione, solo un passaggio di chiavi.
La denuncia di Rizzello
Rizzello ricostruisce l’intera vicenda a partire dall’intitolazione del luglio 2025: «Partecipai solo perché fui invitata dal Prefetto e da don Antonio Coluccia. Ero presente esclusivamente per rispetto nei loro confronti e, soprattutto, per onorare la memoria di mia nipote Angelica».
Quella cerimonia, secondo la sua testimonianza, fu organizzata «quasi solo per dovere», tanto che molti cittadini si lamentarono di non essere stati coinvolti. In quell’occasione, dice Rizzello, le fu fatta una promessa precisa: al momento dell’affidamento del bene a un’associazione, si sarebbe organizzato un evento più significativo, con la presenza di bambini, «simbolo di quell’innocenza che Angelica rappresentava».
Quella promessa, a suo dire, non è stata mantenuta. «Vedere che, per la seconda volta, si è scelto di non invitare i familiari di quella vittima innocente di mafia e la Presidente dell’Associazione che porta il nome di Angelica è qualcosa di davvero vergognoso. Un comportamento del genere dimostra una totale mancanza di sensibilità e di rispetto. Dovrebbero soltanto vergognarsi».
Rizzello tiene a precisare che il suo giudizio non riguarda l’attività che il centro svolgerà: «Sono certa che quel centro svolgerà un’attività bellissima, rivolta all’inclusione e alla disabilità, e di questo non posso che essere felice».
La replica di Negro
Luciana Negro interviene sui social per precisare quanto accaduto: «Sono state consegnate le chiavi, non è stata fatta nessuna inaugurazione. C’è stato un avviso pubblico, ha partecipato l’associazione e dopo l’iter burocratico è stata assegnata loro la sede. L’organizzazione dell’inaugurazione spetta all’associazione che userà quell’immobile».
La conclusione di Negro lascia aperta la porta a un coinvolgimento futuro di Rizzello: «Semplicemente ora l’associazione Cittadini Coraggiosi può iniziare a preparare il tutto e sicuramente sarà invitata».
Una distinzione che non chiude la questione
La precisazione di Negro è pertinente sul piano procedurale: la consegna delle chiavi è un atto amministrativo, non una cerimonia pubblica. Tuttavia non risponde alla questione sollevata da Rizzello, che riguarda qualcosa di più ampio: la scelta, ripetuta per due anni, di non informare né coinvolgere la famiglia in nessuna delle tappe che riguardano un luogo intitolato alla piccola Angelica.
