Sette alberi, sette murales, sette voci che hanno scritto la storia della canzone d’autore italiana. È questa la proposta lanciata dallo scrittore Gabriele Marra per trasformare piazzetta D’Aversa (ex piazzetta Padova) in un nuovo spazio identitario per la comunità.
Da area degradata a “luogo di preghiera laica”
Chi conosce piazzetta D’Aversa sa bene di cosa parla Marra: muri lasciati all’incuria, intonaci scrostati, superfici anonime che negli anni sono diventate terreno di scritte e degrado. È esattamente lo scenario fotografato nelle immagini che accompagnano la proposta: pareti scolorite, segnate dal tempo e dall’abbandono, in un’area oggi utilizzata come parcheggio.
Marra immagina un rovesciamento radicale di questo spazio: un’aiuola centrale, disposta in verticale lungo via Padova, dove piantare sette alberi “per la nostra ossigenazione soprattutto”, ma anche come omaggio simbolico a sette cantautori scomparsi che hanno segnato la storia della musica d’autore in Italia e nel mondo:
- Franco Battiato
- Lucio Battisti
- Lucio Dalla
- Pino Daniele
- Fabrizio De André
- Rino Gaetano
- Ivan Graziani
I loro volti, riprodotti in grandi murales, dovrebbero occupare le pareti oggi abbandonate, secondo un modello non troppo lontano da quello di altre città italiane che negli ultimi anni hanno dedicato interi muri ai grandi nomi della canzone italiana, con ritratti, versi e citazioni a incorniciare piazze e parcheggi trasformati in luoghi di memoria collettiva.
“Sarebbe un angolo della città davvero fuori dal tempo e dallo spazio, un luogo – commenta Marra – di preghiera laica in cui la sacralità dell’opera poetica troverebbe un immortale punto di incontro con la natura”.
Rispetto per la memoria già presente
Un punto su cui Marra insiste è la continuità con ciò che lo spazio già custodisce: il murale dedicato ad Alessandro Crespino – il 15enne casaranese scomparso nel settembre del 2019 a seguito di un incidente stradale – e lo smile che si trova nelle vicinanze resterebbero al loro posto, “a perenne testimonianza della bellezza della vita e dell’importanza della giovinezza”. L’idea, insomma, non è cancellare la memoria esistente ma farla convivere con quella nuova.
Parcheggi e panchine diventano poesia
La proposta non tocca necessariamente la funzione dell’area come parcheggio, anche se, scrive Marra, “se lo si facesse sarebbe meglio”, ma ne ripensa l’organizzazione. Il muretto basso su cui i ragazzi si siedono abitualmente, con le spalle rivolte a via Padova, diventerebbe supporto per sequenze poetiche a graffito, tratte dai testi dei sette artisti, per mantenerne viva la presenza nel quotidiano di chi vive la piazza.
Un bando di idee per i giovani artisti
Sul piano operativo, Marra propone una soluzione a basso costo e ad alto valore simbolico: un bando di idee rivolto ai giovani, con un murale per ciascuno dei sette cantautori. Il progetto vincitore per ogni artista verrebbe realizzato dal proprio autore, con un premio di 500 euro più il rimborso dei materiali.
In alternativa, per tempi e costi ridotti, Marra cita la tecnica del wall printing, che consente di stampare direttamente sul muro un’immagine scelta a tavolino. Ma è il bando di idee, sottolinea Marra, a poter generare “davvero tanto fascino” e “maggiore risonanza per il paese”, coinvolgendo i giovani nella trasformazione dello spazio che vivono ogni giorno.
Un nuovo nome, senza perdere quello vecchio
Piazzetta D’Aversa non perderebbe la sua denominazione ufficiale, ma acquisirebbe un’identità parallela e riconoscibile: Piazza dei Cantautori, un angolo del basso Salento capace, secondo l’auspicio di Marra, di far conoscere anche fuori dai confini locali una cittadina che “ci ha messo un po’ di tempo per riemergere, ma alla fine ce l’ha fatta”.
L’autore della proposta precisa che le immagini elaborate non riproducono fedelmente la conformazione dei luoghi, per limiti nell’uso di strumenti digitali, mentre le fotografie dello stato attuale dei muri sono reali.







