Il consigliere comunale di opposizione Luigi Anastasia interviene sul nuovo rallentamento dell’iter autorizzativo del Centro Oncologico ILMA di Gallipoli e chiede al Sindaco di Casarano di farsi parte attiva presso gli organi regionali competenti.
La vicenda ILMA
Il Centro ILMA non è una struttura pubblica in senso stretto: è stato realizzato dalla LILT di Lecce con circa 8 milioni di euro raccolti interamente tramite donazioni, senza contributi statali o regionali. Il nodo che ne blocca l’attivazione riguarda l’accreditamento regionale, passaggio necessario per definirne la natura giuridica e organizzativa e per consentire l’avvio delle attività sanitarie.
Non si tratta di un ritardo recente: la LILT di Lecce sollecita lo sblocco dell’iter burocratico da circa cinque anni. Negli ultimi mesi la vicenda ha assunto toni più accesi: a fine aprile l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia aveva incontrato i rappresentanti della LILT dopo la sospensione di uno sciopero della fame dell’oncologo Giuseppe Serravezza, fondatore del progetto, avviato proprio per sollecitare le istituzioni a completare l’accreditamento. In quell’occasione la Regione aveva chiarito il percorso da seguire, con l’agibilità dei locali come tappa preliminare all’avvio delle autorizzazioni sanitarie vere e proprie, di competenza congiunta di Regione, ASL Lecce e Comune di Gallipoli.
Nei giorni scorsi la situazione si è complicata ulteriormente: l’oncologo Serravezza ha ripreso lo sciopero della fame e della sete, spingendo il sindaco di Gallipoli a inviare un’istanza formale al presidente della Regione Antonio Decaro per sollecitare un incontro urgente tra le parti.
È in questo quadro che si inserisce l’audizione in Commissione Sanità della Regione Puglia fissata per mercoledì 15 luglio, richiamata da Anastasia come “un’importante occasione di confronto istituzionale” da cui si attendono “risposte concrete e tempi certi”.
L’appello al Sindaco
Nel suo intervento, il consigliere di opposizione chiede al primo cittadino di Casarano di assumere “ogni iniziativa istituzionale utile” per rimuovere gli ostacoli che continuano a ritardare la conclusione del procedimento, definendo la struttura “strategica per l’intero territorio salentino”. Anastasia insiste sulla necessità di un’azione condivisa e trasversale, sostenendo che “su temi di questa rilevanza non possono esserci divisioni”.
Il fronte del “Francesco Ferrari”
Nella parte conclusiva della nota, Anastasia allarga il tema alla sanità locale, chiedendo all’amministrazione comunale di rilanciare “senza indugio” la battaglia per la salvaguardia dell’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano, definito “presidio irrinunciabile per il nostro territorio”. Il consigliere parla di un rischio di “progressivo depotenziamento dei servizi sanitari” e chiede alle istituzioni, al di là degli schieramenti politici, di lavorare insieme per difendere e potenziare la struttura.
