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Chirurgia di Casarano, si teme il trasferimento estivo a Gallipoli: sindacato, giunta e opposizione su fronti diversi

Una voce di corridoio è bastata a riaccendere l’allarme sull’ospedale “F. Ferrari” di Casarano. Al centro, l’ipotesi di uno spostamento temporaneo, per l’estate, del personale medico della Chirurgia Generale verso il Presidio Ospedaliero di Gallipoli, a causa della carenza di organico. Nessun atto ufficiale, per ora: solo indiscrezioni emerse durante una riunione in Direzione Generale ASL Lecce. Ma bastano, vista la storia recente del Ferrari, a mettere in moto sindacato, amministrazione comunale e opposizione.

Il sindacato: “Pronti ad adire tutte le vie”

A sollevare il caso è Mario Riso, responsabile del Dipartimento Contrattazione UIL FPL Lecce, con una lettera aperta pubblicata sul proprio profilo Facebook. Riso scrive che qualcuno, “titolato a parlare per conto della Chirurgia” del Ferrari, avrebbe proposto in ASL di trasferire per l’estate 2026 il personale medico del reparto a Gallipoli, lasciando Casarano, di fatto, senza Chirurgia Generale “e non si sa fino a quando”.

Per il sindacalista non si tratta di un dettaglio organizzativo: uno spostamento in blocco dei pochi medici rimasti equivale, nella prassi, a una condanna alla chiusura del reparto. Riso richiama la storia della Chirurgia guidata dal professor Achille Benegiamo, quando Casarano era un punto di riferimento anche per tecniche allora d’avanguardia come l’ERCP, e annuncia battaglia: “Pronti ad adire tutte le vie, nessuna esclusa”.

Palese: “No alla chiusura, la Regione faccia marcia indietro”

Sul fronte dell’amministrazione comunale interviene l’assessore Maria Elena Palese, che collega la vicenda a un rischio più ampio: le chiusure “solo per l’estate”, scrive, hanno la tendenza a trasformarsi in chiusure definitive. Palese rivendica il ruolo di Casarano come ospedale di riferimento per tutto il Sud Salento, con “migliaia di persone, decine di comuni, interventi salvavita” che dipendono dal reparto.

L’assessore chiede alla Regione Puglia di rinunciare a qualunque taglio e si rivolge direttamente al presidente Antonio Decaro, chiedendo di invertire la rotta rispetto a quelle che definisce le “vecchie manovre” della giunta Emiliano, un riferimento esplicito ai depotenziamenti degli anni passati.

Nuzzo: prima i fatti, poi le prese di posizione

Posizione più cauta quella di Marco Nuzzo, segretario cittadino del PD e consigliere comunale di opposizione. Nuzzo non entra nel merito della voce, ma rivendica un metodo: prima verificare, con gli interlocutori istituzionali competenti, quale sia realmente la situazione, poi eventualmente prendere posizione. Un amministratore, scrive, ha il dovere di parlare ai cittadini “con responsabilità, basandosi su dati certi e non su ipotesi”.

Nuzzo non rinuncia comunque a marcare la propria linea politica: una volta chiarito il quadro, promette di difendere “con determinazione” gli interessi di Casarano e del suo ospedale, senza sconti a nessuno. E indica la sede giusta per la battaglia: non i social, ma i tavoli istituzionali, “a Lecce come a Bari come a Roma”.

Cosa resta sul tavolo

Al momento non c’è nessuna delibera né comunicazione ufficiale della ASL Lecce sul trasferimento. Le tre voci raccolte – sindacale, di giunta, di opposizione – condividono la preoccupazione di fondo ma non il registro: Riso chiede mobilitazione immediata, Palese punta il dito sulla Regione, Nuzzo invita alla prudenza in attesa di conferme. Il nodo resta lo stesso da anni: la tenuta di un ospedale che ha già visto ridimensionare Pediatria e Neurochirurgia, e che secondo i suoi difensori rischia un nuovo, silenzioso ridimensionamento se la vicenda dovesse chiudersi senza una reazione forte del territorio.