Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata in redazione da Leonardo Colella.
L’apprezzabile intervento di Enrico Fattizzo su questa rubrica, mi dà l’opportunità di intervenire su un aspetto della sua analisi che, ritengo, meriti un ulteriore approfondimento.
Mi riferisco al passaggio dove Enrico si sofferma sulla delega alla cultura trattenuta a sé dal Sindaco.
A mia memoria, non è mai successo nelle amministrazioni che si sono succedute da quando c’è l’elezione diretta del Sindaco che questi tenesse per sé questa delega.
Mi domando:
- Quale è la “Ratio”, se c’è, che sta alla base di questa decisione.
- Come fa il Sindaco ad occuparsi dei Lavori Pubblici (sulla cui situazione faccio a meno di fare un commento tanto questa è sotto gli occhi di tutti i cittadini!) e contemporaneamente della politica culturale?
- Siamo seri! I due settori richiedono impegno costante e la politica culturale non è materia da spendere in giochi politici; da essa dipende lo sviluppo economico e la coesione sociale di una comunità.
- Infine, che senso ha smembrare Cultura e Pubblica Istruzione settori da sempre interconnessi è sotto la responsabilità di un unico Assessorato?
Nell’attesa, spero non vana, di una risposta a queste semplici domande mi rivolgo anche al PD e alla sinistra nel suo complesso e chiedo se non hanno nulla da dire al riguardo!
Leonardo Colella
Già Assessore alla Cultura
nella Giunta William Ingrosso
