Pubblichiamo la lettera aperta di Massimo Leggio ai rappresentanti politici del Salento.
Lettera aperta ai rappresentanti politici del Salento Onorevoli Deputati, Senatori, Consiglieri Regionali e Amministratori tutti.
Vi scrivo spinto da un sentimento che oscilla tra la profonda rassegnazione e l’indignazione per lo stato di sistematico abbandono istituzionale in cui versa il mio territorio, il Salento.
Questa terra, che vi ha concesso la propria fiducia e il mandato di rappresentarla nelle sedi deliberative regionali e nazionali, assiste da anni a un progressivo smantellamento dei propri diritti fondamentali, specchio di una classe politica che a mio avviso ha smarrito la volontà di combattere per la propria terra e per i propri cittadini. Il mio Salento brucia. Ogni anno, con drammatica puntualità estiva, la mia terra è devastata dagli incendi. Eppure, assisto a una cronica carenza di presidi di emergenza.
Trovo inaccettabile che non vi sia una battaglia unitaria e ferrea per l’istituzione di un servizio Canadair stagionale “permanente” dislocato tra le province di Lecce e Brindisi, così come considero ingiustificabile la mancanza di un piano per un servizio dei Vigili del Fuoco più capillare, dotato di mezzi moderni, efficienti e numericamente adeguati.
Il territorio è stato letteralmente svuotato di servizi di emergenza, lasciando i pochi operatori in prima linea a fronteggiare catastrofi con risorse palesemente insufficienti.
Vedo la medesima logica di spoliazione colpire la sanità pubblica. Ospedali depotenziati, liste d’attesa interminabili e carenza di personale stanno spingendo i miei concittadini verso una sanità privata accessibile solo a chi può permettersela.
Il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, è diventato un lusso.
Sul fronte economico e ambientale, dopo il cataclisma della Xylella che ha mutilato il nostro paesaggio e la nostra economia, constato la totale mancanza di una visione strategica e di una filiera agricola di qualità che possa rilanciare l’olivicoltura e l’agricoltura salentina.
La differenza tra la vostra azione politica e quella di altre classi dirigenti mi appare lampante se osservo il panorama nazionale.
I rappresentanti politici della Lega Nord, storicamente, hanno dimostrato come la coesione territoriale e la fermezza negoziale possano spostare l’asse degli investimenti pubblici. Penso alla gestione e al salvataggio infrastrutturale di hub come l’aeroporto di Malpensa, difeso strenuamente come priorità strategica nazionale, o ai consistenti stanziamenti straordinari ottenuti negli anni per il sistema delle tangenziali milanesi, come la Pedemontana Lombarda. Ancora, osservo la loro capacità di canalizzare fondi strutturali e deroghe specifiche per il settore agricolo e zootecnico del Nord, o l’efficienza nel garantire una capillarità di presidi ospedalieri e di soccorso che non ha eguali nel resto del Paese.
Quei politici hanno saputo fare del peso elettorale una moneta di scambio per ottenere tutele, infrastrutture e servizi eccellenti per le proprie comunità. Perché voi, politici salentini, non riuscite a fare lo stesso? Perché il peso specifico della nostra delegazione parlamentare e regionale si dissolve non appena si superano i confini locali, traducendosi in silenzi e mediazioni al ribasso?
I cittadini del Salento, non possono più permettersi una rappresentanza passiva.
Vi chiedo un’inversione di rotta immediata: l’avvio di una “vertenza Salento” che metta al centro la sicurezza ambientale, il potenziamento dei Vigili del Fuoco, la difesa della sanità pubblica e la ricostruzione del patrimonio agricolo.
La Nostra terra vi chiede di smettere di essere spettatori del suo declino e di iniziare, finalmente, a lottare.
Massimo Leggio
un cittadino del Salento
