Dopo giorni difficili, culminati nello sciopero della fame interrotto solo in seguito alle rassicurazioni ottenute in audizione dalla Regione Puglia sul futuro del Centro Ilma, arriva un nuovo colpo di scena: il dottor Giuseppe Serravezza annuncia il proprio addio alla LILT di Lecce, l’associazione di cui è stato per anni direttore scientifico.
L’annuncio
In un messaggio ai suoi contatti, il dottore ribadisce di aver sempre assunto scelte coraggiose e e rigorose e di ritenere inderogabili i principi e i valori fondativi di un’associazione.
«Nella vita – scrive l’oncologo – ho sempre avuto il coraggio delle scelte rigorose. Per me non ci sono stati mai ambiguità o compromessi. Ritengo che dai principi e valori che hanno fatto nascere una realta tanto radicata tra la gente non si debba mai derogare. La storia della mia vita personale e professionale ne è una testimonianza. Si costruisce sulle fondamenta, specialente quando sono solide… non altro».
Da qui la decisione, definita irrevocabile («ormai il dado è tratto»), di uscire dalla LILT consegnando simbolicamente la tessera dopo 35 anni di appartenenza.
Serravezza precisa di non voler «sbattere la porta» e augura «tutto il bene possibile» a chi ora guiderà l’associazione, legando idealmente il proprio successo personale a quello della LILT, «almeno nella misura in cui saprò riconoscere ancora la Lilt di Lecce» – una formula che lascia intendere riserve non esplicitate sulla direzione futura dell’associazione.
Il messaggio alle Delegazioni
Un passaggio della nota è dedicato alle Delegazioni territoriali, a cui il dottore chiede di non limitarsi al compito sanitario, ma di portare avanti anche una funzione «etica e civile»: stare vicino alle parrocchie, mantenere spirito critico, continuare a «rimboccarsi le maniche».
Le condizioni di salute
Serravezza accenna anche al proprio stato fisico, ancora segnato da «ferite che fanno fatica a chiudersi», più – scrive – per motivi che vanno oltre le conseguenze dello sciopero della fame. Chiude con un messaggio breve e diretto: «Io mi fermo qui. Andate avanti. Io vi sarò dietro».
