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Serravezza torna in campo: «Pronto a riprendere il lavoro da volontario nella LILT»

L'oncologo ringrazia pubblicamente, in un post sulla pagina Facebook di LILT Trepuzzi, i volontari e i cittadini che gli sono stati vicini durante lo sciopero della fame. E rilancia: «Il Centro Ilma è il mio testamento morale alle future generazioni».

Foto: LILT Trepuzzi (Facebook) – La foto è stata scattata questa mattina, mentre il dott. Serravezza era presso il CENTRO ILMA

Dopo settimane segnate dallo sciopero della fame e della sete, dall’audizione in Regione e dall’annuncio dell’addio alla LILT di Lecce, arriva una nuova svolta nella vicenda del dott. Giuseppe Serravezza: in un post pubblicato sulla pagina Facebook di LILT Trepuzzi, l’oncologo si dice pronto a riprendere «instancabilmente» il proprio lavoro da volontario nell’associazione.

Il ringraziamento

Nel messaggio, indirizzato a Salvatore Campilungo (responsabile della Sede LILT di Trepuzzi) e rivolto ai volontari e ai cittadini di Trepuzzi, Serravezza ringrazia per la «solidarietà e la vicinanza» ricevute durante la protesta, definita «un gesto estremo per chiedere aiuto alla gente per una causa che riguarda il futuro di tutti» e che «pretende rispetto».

Il Centro Ilma, «primo ospedale per sani»

Il medico ripercorre la genesi del progetto, nato – scrive – dal sacrificio «della gente più umile», in gran parte non più in vita, e realizzato dopo 13 anni di lavoro. Lo definisce il primo «ospedale per sani», un modello in cui ricerca, prevenzione clinica, educazione sanitaria, assistenza, riabilitazione e divulgazione scientifica convivono a disposizione gratuita dei cittadini, «che ne sono i proprietari legittimi».

L’obiettivo dichiarato resta l’integrazione della struttura nel Servizio sanitario nazionale, con la Regione Puglia sollecitata a fornire – aggiunge Serravezza – «sostegno istituzionale, non soldi», necessario per accedere a risorse europee a sostegno del progetto.

La critica al modello sanitario

Nel suo messaggio Serravezza rivendica la natura «rivoluzionaria» dell’iniziativa, contrapposta a un modello di sanità orientato alla diagnosi e alla cura che definisce caro «al mercato della salute». Il Centro Ilma, precisa, punta invece a contrastare le cause delle malattie prima che si manifestino, per tutelare la salute pubblica.

Chiude definendo il Centro «il mio testamento morale alle future generazioni», con un abbraccio rivolto «a tutti i Salentini» e a chi sostiene il progetto anche da lontano.