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Autonomia differenziata, i consiglieri di opposizione chiedono un Consiglio comunale straordinario

I sei consiglieri comunali di minoranza hanno formalmente chiesto la convocazione di un Consiglio comunale per discutere una mozione contro l'iter delle pre-intese sull'autonomia differenziata. La richiesta, protocollata il 24 luglio, punta a impegnare sindaco e giunta a farsi promotori, presso Governo e Regione Puglia, della sospensione del procedimento.

Casarano si prepara a discutere di autonomia differenziata in aula consiliare. I consiglieri comunali di opposizione – Marco Nuzzo, Maria Rosaria Gualtieri, Attilio Giovanni De Marco, Laura Parrotta, Giacomo Bellomo e Luigi Anastasia – hanno presentato al sindaco e al presidente del Consiglio comunale una richiesta di convocazione straordinaria dell’assemblea civica, invocando l’articolo 15 dello Statuto comunale, che consente a un quinto dei consiglieri di attivare la procedura.

Cosa chiedono i consiglieri

Il documento, datato 24 luglio 2026, chiede l’inserimento all’ordine del giorno di un punto dedicato alle “iniziative a sostegno della sospensione dell’iter delle pre-intese in materia di autonomia differenziata” e alla corretta attuazione dell’autonomia prevista dalla legge 26 giugno 2024, n. 86, la norma che disciplina il percorso di attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Al documento è allegata una bozza di delibera che il Consiglio sarà chiamato a votare, qualora la seduta venga convocata nei termini previsti dal regolamento consiliare.

I contenuti della bozza di delibera

Il testo predisposto dai firmatari richiama i principi costituzionali sull’autonomia locale – gli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione – e si sofferma soprattutto sulla sentenza della Corte costituzionale n. 192 del 2024, che ha fissato paletti stringenti al processo di differenziazione: il trasferimento di funzioni alle Regioni deve riguardare ambiti specifici e puntualmente motivati, non intere materie trasferite in blocco.

Secondo la bozza, le pre-intese sottoscritte dal Governo con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto – relative a protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica – non rispetterebbero questo criterio, riguardando interi ambiti materiali anziché funzioni puntuali. Il documento richiama anche le espressioni usate dallo stesso ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, nella seduta del Senato del 16 luglio scorso, che ha parlato di “autonomia serializzata” e “regionalismo mimetico” per descrivere l’omogeneità delle intese siglate con Regioni dalle caratteristiche molto diverse tra loro.

Il testo sottolinea inoltre la mancata determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e la mancata istituzione del fondo perequativo previsto dall’articolo 119 della Costituzione, elementi indicati come condizioni necessarie per evitare nuove disuguaglianze territoriali, con un richiamo esplicito al rischio che le Regioni e i Comuni del Sud siano quelli più penalizzati da un’attuazione dell’autonomia differenziata non coerente con i principi fissati dalla Consulta.

Cosa impegnerebbe la delibera

Se approvata, la delibera impegnerebbe sindaco e giunta a:

  • farsi promotori presso Governo, Ministro per gli Affari regionali, Parlamento e Regione Puglia della sospensione del procedimento sulle pre-intese già approvate da Senato e Camera, prima della loro trasformazione in disegni di legge;
  • sostenere l’apertura di un tavolo nazionale di riforma dei rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali;
  • chiedere che ogni trasferimento di funzioni sia subordinato alla previa definizione dei LEP, alla copertura finanziaria certa e al rafforzamento del fondo perequativo;
  • promuovere, anche tramite ANCI e ANCI Puglia, un coordinamento con gli altri Comuni pugliesi e del Sud Italia su posizioni critiche verso le pre-intese;
  • trasmettere l’atto a Palazzo Chigi, al Ministro per gli Affari regionali, ai presidenti di Senato e Camera, alla Regione Puglia e ai parlamentari eletti in Puglia.

Il contesto: il percorso delle pre-intese

Il Senato ha approvato il 16 luglio le risoluzioni che promuovono le pre-intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, respingendo contestualmente tutti gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni. La Camera ha completato il percorso approvando le pre-intese con Liguria, Lombardia e Piemonte il 21 luglio e quella con il Veneto il giorno successivo, il 22 luglio.

I prossimi passi

Ora la palla passa al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, che dovranno convocare l’assemblea entro il termine previsto dal regolamento consiliare. Solo in quella sede si conoscerà l’esito del voto sulla mozione e la posizione ufficiale del Comune di Casarano sul tema.