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Pronte le due mense scolastiche in canapa e calce: “carbon negative” e a energia quasi zero

Il sindaco Ottavio De Nuzzo annuncia il completamento dei cantieri di via Agnesi e via IV Novembre: pareti in bioedilizia, fotovoltaico in copertura e standard NZEB. Il primo impiego su un edificio pubblico per un materiale finora usato in Salento solo nel privato.

Casarano chiude i cantieri delle sue due nuove mense scolastiche e lo fa con un materiale che in Italia, sugli edifici pubblici, non è ancora la norma: la calce canapa. Lo ha annunciato il sindaco Ottavio De Nuzzo, rivendicando per la città il primato delle prime mense scolastiche pubbliche del Paese realizzate con questa tecnica costruttiva. “Edifici carbon negative, alimentati dal sole e a energia quasi zero, per i nostri ragazzi, per il futuro”, ha scritto il primo cittadino, dicendosi “orgoglioso” del risultato.

Due cantieri, un anno di lavori

Le strutture sorgono in via Agnesi e in via IV Novembre (in foto) e sono state finanziate con fondi PNRR: 840mila euro per la prima, 555mila per la seconda. I lavori sono partiti nel maggio 2025 e si sono conclusi a luglio 2026, come certificato dalla relazione dell’ingegner Alessandro Astore, responsabile unico del procedimento. Una delle due strutture, quella per la scuola dell’infanzia, e l’altra destinata a un istituto comprensivo, ospiteranno cucine, servizi e refettorio; un tunnel in legno collegherà il nuovo edificio di via Agnesi al plesso scolastico esistente, così che i bambini raggiungano la mensa senza uscire dal percorso protetto.

Cosa significa costruire in calce e canapa

La calce canapa è oggi considerato l’unico sistema costruttivo davvero “carbon negative”: nel suo ciclo di vita assorbe più anidride carbonica di quanta ne venga generata per produrlo. Le pareti della mensa di via Agnesi sono monolitiche, spesse 40 centimetri, gettate in opera con un composto di calce e canapa che garantisce traspirabilità e comfort termo-igrometrico. Il materiale regola naturalmente l’umidità, previene la formazione di muffe, isola dal caldo e dal freddo e risulta resistente al fuoco e agli eventi sismici. Secondo i dati diffusi dall’azienda salentina Messapia Style, che ha seguito lo studio della struttura, lo sfasamento termico delle pareti sfiora le 18 ore: il calore accumulato nel pomeriggio estivo entra nell’edificio solo quando fuori è già notte, e nel frattempo si è dissolto. Lo stesso meccanismo, d’inverno, trattiene il calore interno: il risultato è un fabbisogno energetico più basso in entrambe le stagioni.

Energia quasi zero, niente combustibili fossili

I due edifici non utilizzano combustibili fossili: l’alimentazione è solo elettrica, con impianto fotovoltaico in copertura e sistema di accumulo, caratteristiche che li fanno rientrare negli standard NZEB (edifici a energia quasi zero). La copertura, con travi curve e arcarecci in legno lamellare, è isolata ad alte prestazioni e rifinita in lamiera.

Un materiale già di casa nel Salento, ma per la prima volta su un edificio pubblico

La calce canapa non è una novità per il territorio: da circa un decennio Messapia Style la propone per abitazioni private nel Salento. La discontinuità, semmai, sta nel contesto: per la prima volta il materiale entra in un cantiere pubblico, dentro una scuola, invece che in una villetta o in una ristrutturazione privata.