Da venerdì 24 luglio ha riaperto le porte il Museo diocesano di Gallipoli, intitolato a Mons. Vittorio Fusco, uno degli spazi culturali più rilevanti del centro storico della città jonica, custode di un patrimonio artistico e religioso di grande valore.
La sede e la collezione
Il museo occupa i locali dell’antico Seminario, edificio attiguo alla Basilica Concattedrale di Sant’Agata, nel cuore del centro storico gallipolino, con accesso dal civico 52 di via De Pace. Il percorso espositivo si sviluppa su tre piani e raccoglie oltre 200 opere, confluite nel museo in massima parte dal Tesoro della Concattedrale e dall’ex Palazzo Vescovile.
Tra le testimonianze visibili figurano calici e oggetti liturgici in argento, statue in cartapesta e paramenti sacri, a documentare secoli di produzione artistica legata al culto e alla committenza ecclesiastica locale. La maggior parte delle opere esposte risale ai secoli XVII e XVIII, periodo in cui Gallipoli visse una fase di intensa attività artistica e architettonica, di cui la stessa Concattedrale di Sant’Agata resta l’esempio più noto.
Un patrimonio da riscoprire
La collezione del museo diocesano non ha solo un valore artistico: racconta anche la storia religiosa e sociale di Gallipoli tra età barocca e Settecento, quando la città era un importante centro commerciale e portuale del Mediterraneo, con una committenza religiosa e civile capace di attrarre artisti e maestranze di rilievo.
Una storia che parte dagli anni Ottanta
L’istituzione del museo affonda le radici in una decisione del vescovo monsignor Aldo Garzia, che nel 1983 diede vita al Centro Diocesano di beni culturali dell’allora diocesi di Gallipoli, mettendo insieme sotto un’unica regia il museo, l’archivio storico e la biblioteca vescovile. Come sede fu scelto proprio l’edificio del vecchio Seminario cittadino, che nel frattempo aveva perso la sua funzione originaria di luogo di formazione del clero. L’anno seguente, il 24 giugno 1984, il vescovo Garzia replicò l’iniziativa per la diocesi di Nardò. Quando le due diocesi si sono poi fuse, anche il Museo diocesano è confluito in un’unica istituzione, articolata però in due sezioni autonome: quella di Gallipoli e quella di Nardò.
L’edificio che ospita la sezione gallipolina non è un contenitore neutro, ma un pezzo di storia esso stesso: fu voluto dal vescovo Serafino Branconi, che lo fece realizzare tra il 1751 e la fine degli anni Cinquanta del Settecento proprio per dotare la diocesi di un proprio Seminario. La struttura è arrivata fino ai giorni nostri in condizioni sostanzialmente integre, ma per essere trasformata in sede museale ha richiesto un restauro impegnativo, condotto tra il 1999 e il 2004.
Informazioni utili
Il Museo diocesano “Mons. Vittorio Fusco” è aperto da martedì a domenica, dalle 18.00 alle 22.00. La sede si trova accanto alla Basilica Concattedrale di Sant’Agata, nel centro storico di Gallipoli.
La riapertura va ad arricchire ulteriormente il calendario dell’offerta culturale della città, che nei mesi di luglio e agosto vede un significativo afflusso di turisti e visitatori interessati non solo alle bellezze naturalistiche del litorale, ma anche al patrimonio storico-artistico del centro storico.
