Bollette più salate per i cittadini di Casarano. Il Consiglio Comunale ha approvato, nella seduta di ieri, il Piano Economico-Finanziario (PEF) della Tari per il 2026 e le relative tariffe, che saranno recapitate nelle prossime settimane. Il pagamento sarà diluito in quattro rate, ad agosto, settembre, ottobre e novembre.
Il PEF complessivo ammonta a 4.688.369 euro. Sottratte le detrazioni stimate (305mila euro tra recuperi e contributi scolastici) e aggiunti 19.700 euro per servizi fuori perimetro come la disinfestazione, la spesa netta si attesta intorno a 4 milioni e 380mila euro. Rispetto al 2025 l’aumento è di oltre 300mila euro; rispetto al 2024 supera i 500mila euro. Da sottolineare come i rincari sarebbero stati ben più alti, se i cittadini non avessero effettuato una differenziata sistematicva e puntuale, così come fatto.
A pesare di più, secondo quanto illustrato in aula dall’ingegnere Simone Zecca, è il passaggio dell’IVA sui conferimenti dal 10% al 22%, un aggravio del 12% a carico degli enti pubblici. Si aggiungono l’adeguamento delle tabelle ministeriali sul costo del lavoro e il rincaro applicato dagli impianti di trattamento e smaltimento, legato a inflazione, energia e carburante.
Marta Calassanzio, al primo intervento in aula da assessore all’ambiente, ha chiarito le priorità del suo assessorato. “È il mio primo intervento in quest’aula come assessore all’Ambiente – ha dichiarato Calassanzio – e mi avvicino a questa delega con il rispetto che una materia così complessa merita: il confronto, anche quando espresso attraverso posizioni diverse, rappresenta sempre un valore per l’azione amministrativa. Continueremo a monitorare con attenzione il servizio, valutandone l’efficacia e ricercando ogni margine di miglioramento, con l’obiettivo di renderlo sempre più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze della comunità”.
Malumori in minoranza sulla differenziata
Dai banchi dell’opposizione, Attilio De Marco e Giacomo Bellomo hanno espresso preoccupazione per la ricaduta sui cittadini, in particolare su chi da anni pratica la raccolta differenziata: a Casarano la percentuale si attesta attorno al 70%, un risultato che rischia di non tradursi in un vantaggio percepito in bolletta. La minoranza ha chiesto più trasparenza su come la differenziata incida sulle tariffe e ha proposto isole ecologiche informatizzate con tessera, tariffazione puntuale e la ricerca di finanziamenti strutturali – pur riconoscendo che alcune leve restano in mano a Regione e ARO. Il sindaco Ottavio De Nuzzo ha ricordato inoltre i vincoli normativi che complicano la realizzazione di piccoli impianti di compostaggio, ad oggi limitati alle sole aree industriali. Ciò ha fatto sì che nessun ARO della provincia di Lecce sia stato in grado di individuare un’area su cui allocare impianti simili.
Sul fronte delle notifiche, l’assessore Giampiero Marrella ha annunciato il cambio del gestore: problemi di toponomastica avevano impedito la notifica regolare di avvisi per circa 550mila euro annui.
Ai consiglieri che chiedevano lumi sugli interventi di contrasto all’abbandono dei rifiuti, ha risposto l’assessore Alessandro Antonaci: “Le fototrappole – ha precisato l’assessore – vengono impiegate ogni giorno: sebbene alcune siano obsolete, continuano a dare risultati e a funzionare come strumento di controllo. Grazie a queste attività abbiamo avviato anche denunce penali. Stiamo inoltre valutando l’acquisto di nuove fototrappole, più costose ma con prestazioni migliori, per rafforzare ulteriormente il contrasto all’abbandono dei rifiuti”.
Il provvedimento è passato con 11 voti favorevoli e 5 contrari (quelli dell’intera minoranza, fatta salva Laura Parrotta, assente per impegni professionali), con immediata eseguibilità. Resta aperto il confronto politico su come attenuare gli aumenti e premiare chi differenzia correttamente, mentre amministrazione e ARO dovranno approfondire nei prossimi mesi le proposte tecniche emerse in Consiglio.
