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Chirurgia, De Nuzzo scrive al Prefetto: “Diritto alla salute a rischio”

Il sindaco formalizza con una nota protocollata la segnalazione già anticipata nei giorni scorsi ad assessore e presidente della Regione. Nella lettera un nuovo episodio: un paziente rimasto tre giorni su una barella del Pronto Soccorso nonostante il reparto fosse di fatto vuoto. De Nuzzo: "Pronto a interessare le ulteriori autorità competenti".

Il sindaco Ottavio De Nuzzo ha inviato una nota formale al Prefetto di Lecce, per conoscenza al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore generale della ASL di Lecce, sulle “gravi criticità” dell’Unità Operativa di Chirurgia dell’ospedale “Francesco Ferrari”.

La base giuridica della segnalazione

Nel documento, protocollato oggi, 11 agosto, De Nuzzo richiama il proprio ruolo istituzionale: agisce, scrive, “nella qualità di sindaco del Comune di Casarano e rappresentante della comunità locale”, in virtù del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e delle attribuzioni riconosciute al primo cittadino dall’articolo 50 del Testo unico degli enti locali.

Un solo medico, un solo infermiere, un solo ricoverato

La fotografia del reparto resta quella già denunciata nei giorni scorsi: “il reparto si troverebbe ad operare con la presenza di un solo medico e di un solo infermiere e con un solo paziente ricoverato, non risultando di fatto accettati ulteriori ricoveri”. A questo si aggiunge, riferisce sempre il sindaco, la vicenda di un ulteriore medico e due specializzandi inizialmente destinati a Casarano e poi dirottati sull’ospedale di Gallipoli.

Il nuovo caso: tre giorni su una barella

Alla segnalazione già nota del ricovero della PEG in attesa da quasi due mesi, la nota al Prefetto ne aggiunge una seconda: quella di “un paziente che è stato ricoverato presso il reparto di Chirurgia soltanto dopo essere rimasto per circa tre giorni su un lettino del Pronto Soccorso, nonostante il reparto risultasse sostanzialmente privo di degenti”.

“Nessuna rivendicazione territoriale”

De Nuzzo tiene a precisare che l’iniziativa “non nasce da rivendicazioni territoriali o da logiche di campanile”: non chiede la presenza di servizi sanitari in quanto tali, ma che ai cittadini siano garantiti “servizi effettivamente accessibili, efficienti e sicuri”.

Decaro: “Disposte le verifiche necessarie”

Il sindaco riferisce di aver già interessato personalmente il presidente della Regione e l’assessore competente e che Decaro gli avrebbe comunicato di aver “disposto le necessarie verifiche”. Un riscontro di cui De Nuzzo dice di prendere atto “con favore”, ritenendo comunque necessaria anche la segnalazione formale al Prefetto, vista la rilevanza del presidio ospedaliero “non soltanto per la città, ma per un più ampio bacino territoriale”.

L’avvertimento finale

Il sindaco chiude la nota senza toni polemici, ma con un chiaro avvertimento: qualora le criticità dovessero permanere senza risposte concrete e tempestive, sarà suo dovere “valutare ogni ulteriore iniziativa consentita dall’ordinamento”, interessando “ove necessario, le ulteriori Autorità competenti per le valutazioni di rispettiva competenza”.