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Sicurezza urbana, Casarano si candida per l’impianto ANPR: telecamere con riconoscimento targa attive 24h sulle vie d’accesso alla città

La Giunta comunale approva la proposta progettuale "SafeGates@Casarano4.0" e la invia alla Prefettura di Lecce per accedere al Fondo per la sicurezza urbana. Il finanziamento statale non è ancora acquisito: costo complessivo del progetto oltre 181mila euro, più della metà già messa a bilancio dal Comune.

Foto di Jürgen Jester da Pixabay

Casarano punta a dotarsi di un sistema di sorveglianza elettronica delle proprie porte d’accesso. Con la delibera n. 205 del 7 agosto 2026, la Giunta comunale guidata dal sindaco Ottavio De Nuzzo ha approvato all’unanimità la proposta progettuale “SafeGates@Casarano4.0”, che prevede la realizzazione di un impianto ANPR (Automatic Number Plate Recognition) per il controllo delle arterie stradali di accesso alla città e ne ha disposto l’invio alla Prefettura di Lecce per l’ammissione al finanziamento statale.

Come funzionerà il sistema

Il sistema di telecamere sarà in grado di monitorare, storicizzare e analizzare in maniera centralizzata – 24 ore su 24, sette giorni su sette – le targhe dei veicoli in transito lungo le strade di accesso all’area urbana. Nella delibera l’amministrazione collega esplicitamente la scelta ai “fatti di cronaca che hanno coinvolto il Comune di Casarano”.

Il documento tecnico è stato predisposto congiuntamente dal Settore IX – Polizia Locale e dal Settore V – Urbanistica e Lavori Pubblici. A coordinare l’iter come Responsabile Unico del Procedimento sarà la comandante della Polizia Locale, commissario superiore Monica Marsigliante.

Il finanziamento: una richiesta, non ancora una certezza

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Fondo per la sicurezza urbana, a seguito di una circolare della Prefettura di Lecce del 12 giugno 2026 che ha aperto ai Comuni la possibilità di presentare proposte progettuali per sistemi di videosorveglianza, nel quadro del decreto legge 14/2017 sulla sicurezza delle città. La delibera è chiara sul punto: il Comune “chiede di essere ammesso” al finanziamento, un’istanza il cui esito dipenderà dalla successiva istruttoria della Prefettura.

Il tetto massimo finanziabile con risorse statali per questo tipo di proposte è fissato a 250.000 euro, ma si tratta di un massimale, non di una cifra già assegnata a Casarano. Il progetto casaranese ha un valore complessivo inferiore, pari a 181.302,86 euro. Di questi, la quota a carico delle casse comunali ammonta a 99.988,53 euro, il 55,15% del totale: più della metà della spesa, dunque, è già messa in conto dal Comune indipendentemente dall’esito della domanda, mentre la parte restante (circa 81.300 euro) è quella per cui si chiede la copertura statale.

Solo se e quando arriverà l’ammissione al finanziamento, le somme corrispondenti saranno iscritte nel bilancio comunale 2026, in un apposito capitolo di spesa.

Il Patto per la sicurezza urbana

Accanto al progetto tecnico, la Prefettura di Lecce richiede la sottoscrizione di un “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana” tra il Prefetto e il Sindaco, atto propedeutico all’accesso ai fondi statali. Il testo del Patto, allegato alla delibera, individua come obiettivo prioritario proprio l’installazione dei sistemi di videosorveglianza nelle arterie stradali di accesso all’abitato, “per il controllo del traffico in entrata e in uscita”, accanto alla più generale promozione del decoro urbano.

Il Patto prevede anche l’istituzione, presso la Prefettura di Lecce, di una “Cabina di regia” composta da rappresentanti delle Forze di polizia e della Polizia locale, con il compito di monitorare semestralmente lo stato di attuazione dell’accordo. I progetti dovranno inoltre passare al vaglio del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel rispetto delle disposizioni del Garante per la protezione dei dati personali.

I prossimi passi

La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile. Il RUP avrà ora il compito di trasmettere la proposta progettuale alla Prefettura di Lecce, corredata dalla delibera e da tutti gli atti necessari. A quel punto la palla passa all’istruttoria prefettizia (e statale): solo in caso di esito positivo si potrà procedere con l’attivazione del capitolo di spesa e con l’avvio effettivo dei lavori.