Foto di Francesco Solidoro
La cronaca
A decidere il match disputato ieri al San Nicolo di Bari è Butic, che sblocca il risultato al 46′ del primo tempo su un’azione da palla inattiva studiata a tavolino: l’unica vera occasione creata dal Bari nella prima frazione, sfruttata al meglio dagli uomini di Massimo Rastelli. Per il resto è il Casarano a fare la partita, soprattutto nei primi 45 minuti, costruendo diverse occasioni da gol senza però riuscire a concretizzare, complice la straordinaria prestazione del numero uno dei padroni di casa.
Nella ripresa la squadra rossazzurra ha accusato un calo fisico, complice anche il momento della preparazione, ma i cambi operati dalla panchina hanno permesso di alzare i ritmi nel finale. Nel Casarano sono stati ammoniti Celiento e Versienti, mentre tra le fila del Bari è stato sanzionato Darboe. A dirigere l’incontro l’arbitro Ambrosini di Torre del Greco.
Il tabellino
BARI: Cerofolini, Mantovani, Butic (27’st Esposito), Grgic, Gomez, Tribuzzi (1’st Darboe), Mane Balla, Maggiore (47’st Faggi), Burzio, Colangiuli (40’st Cocetta), Elia. A disp.: Pissardo, Mezzapesa, Alonso Campagna, Mundo, De Lucia, Keita, Scifoni, Polito, Legrottaglie, Spadavecchia. All. Massimo Rastelli.
CASARANO: Farroni, Versienti, Negro (22’st Celiento), Mercadante, Giraudo, Knezovic (16’st Cuzzarella), Maiello, Zanellato (31’st N’Diaye), Logoluso (22’st Chiricò), Grandolfo (31’st Santarcangelo), Ferrara. A disp.: Bacchin, Chiorra, Obleac, Kroni, Gega, Gyamfi, Podrini, Palumbo. All. Vito Di Bari.
Marcatori: Butic al 46′ p.t.
Ammoniti: Darboe, Celiento, Versienti.
Arbitro: Ambrosini di Torre del Greco.
Di Bari: “Manca il dettaglio, ma buona ripartenza”
Nel dopogara Di Bari, dopo aver incassato i complimenti unanimi dei numerosi giornalisti presenti, si è detto soddisfatto della prestazione, pur senza nascondere il rammarico per l’eliminazione. Il tecnico ha rivendicato la mole di gioco prodotta soprattutto nel primo tempo, indicando però nella scarsa cattiveria sotto porta e nella disattenzione sul gol subito i due limiti da correggere, gli stessi che secondo lui hanno accompagnato la squadra anche nella scorsa stagione. Sul piano fisico, il calo nella ripresa è stato letto come fisiologico in questa fase della preparazione.
Sul Bari, il tecnico del Casarano ha riconosciuto gli investimenti importanti fatti dalla società pugliese soprattutto in attacco, capace di sfruttare la mezza occasione avuta nel primo tempo, e con un portiere di categoria superiore.
Non sono mancati i passaggi sul contesto: il rammarico per uno stadio semivuoto stemperato dall’orgoglio per gli oltre 800 tifosi rossoazzurri arrivati a Bari nel giorno di Ferragosto, segno – ha detto il tecnico – di un lavoro e di un senso di appartenenza costruiti nel tempo.
Sugli obiettivi stagionali, Di Bari ha spiegato che la priorità del club è chiudere al più presto la sessione di mercato per poter lavorare con una rosa definitiva. Ripetere la finale playoff della scorsa stagione non sarà semplice, ma il tecnico ha parlato di una squadra ambiziosa, sottolineando che il divario di budget e bacino d’utenza con realtà come Bari, Salernitana e Catania. Con l’inserimento di due o tre giocatori di valore aggiunto rispetto all’ossatura già collaudata lo scorso anno, l’ambizione è quella di ripetersi, anche se – non smette di ripeterlo il tecnico rossoazzurro – non sarà semplice.
Tra le note liete della serata, l’allenatore ha citato con soddisfazione l’ingresso di Cristian Cuzzarella, 2006 su cui il club sta puntando molto. Spazio anche a un pensiero per gli ex ragazzi del proprio settore giovanile ora in rosa al Bari – Colangiuli, Polito e Spadavecchia – ai quali Di Bari ha augurato pazienza nel trovare spazio in una piazza dove il risultato pesa più che altrove, oltre a un ricordo per Palumbo, già in prestito al Bari due stagioni fa.
Interpellato sulla cessione di Cerbone, passato all’Hellas Verona dopo l’ottima stagione con la maglia rossoazzurra, Di Bari ha respinto l’idea di una privazione, parlando piuttosto di valorizzazione di un giovane talento e di una plusvalenza utile alla società, ribadendo la volontà del club di continuare a puntare sui ragazzi delle categorie inferiori. Stesso discorso per l’altro ex Cajazzo, ceduto al Mantova, il cui gol ha regalato ai lombardi il passaggio del turno in Coppa Italia ai danni della Lazio.
Sul modello di gioco, il tecnico ha ribadito la propria preferenza per un calcio offensivo e propositivo, ammettendo però la necessità di trovare un migliore equilibrio tra l’estetica della manovra e la concretezza sotto porta, per non lasciare troppi punti per strada come accaduto ieri sera.
