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Ostetricia di Gallipoli sospesa, CISAL Sanità chiede i numeri dei parti dal 2017 al 2026 e riapre il caso Casarano

La Federazione CISAL Sanità Lecce ha protocollato una nota indirizzata al Direttore Generale dell’ASL Lecce, ai vertici sanitari e amministrativi dell’Azienda, al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore regionale alla Sanità e al sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano, in merito alla sospensione dei ricoveri nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero di Gallipoli, disposta dalla Direzione Strategica dell’ASL Lecce l’11 e 12 agosto scorsi e valida fino al 18 agosto.

Le motivazioni della sospensione e le contestazioni del sindacato

Secondo quanto riportato nella nota, firmata dal segretario generale provinciale Giovanni D’Ambra, il provvedimento aziendale indicherebbe come cause la grave carenza di organico, l’impossibilità di garantire la copertura dei turni H24 e la necessità di assicurare condizioni di sicurezza clinica. Per la CISAL queste motivazioni configurerebbero il mancato rispetto dei requisiti minimi previsti dall’Accordo Stato-Regioni sui punti nascita, dalla legge 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria e dal D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro. Il sindacato sostiene inoltre che una sospensione motivata da ragioni di sicurezza implichi, di fatto, che quelle condizioni non fossero garantite già da tempo.

Un secondo rilievo riguarda un tema che la CISAL solleva ormai da mesi anche a proposito dell’ospedale “Ferrari” di Casarano: l’assenza, in tutte le ASL pugliesi, di un Atto Aziendale approvato dalla Regione. In sua mancanza, sostiene il sindacato, i Dipartimenti non risulterebbero formalmente istituiti e figure come il “Direttore facente funzione del Dipartimento Materno Infantile” – richiamata nel provvedimento di sospensione – non avrebbero base giuridica, pur risultando regolarmente retribuite.

Il richiamo al trasferimento del 2017 da Casarano

La nota torna anche su un capitolo che riguarda direttamente Casarano: il trasferimento, nel 2017, del punto nascita di Ostetricia e Ginecologia dal “Francesco Ferrari” a Gallipoli, nonostante – scrive D’Ambra – Casarano avesse raggiunto la soglia ministeriale dei parti pur con posti letto dimezzati. Una scelta che il sindacato definisce politica, sostenuta all’epoca dall’amministrazione comunale di Gallipoli e dalla Regione. Nello stesso contesto, ricorda la nota, vennero trasferite da Casarano anche la Pediatria (a Gallipoli) e la Chirurgia Pediatrica (al “Vito Fazzi” di Lecce), determinando lo smantellamento dell’intero polo materno-infantile che dal 1968 aveva rappresentato un riferimento per il Sud Salento.

La richiesta di accesso agli atti

Sulla base della legge 241/1990 sul procedimento amministrativo, del D.Lgs. 33/2013 sulla trasparenza e dello Statuto dei Lavoratori, la CISAL ha chiesto all’ASL Lecce la trasmissione dei dati ufficiali sui parti registrati dal 2017 al 2026 in tutti i punti nascita della provincia – Gallipoli, Scorrano, Galatina e “Vito Fazzi” di Lecce – con distinzione tra parti spontanei, cesarei, in emergenza e trasferiti da o verso altri presidi. Richiesti anche gli indicatori CeDAP (volume di attività, rischio, complessità, esito) e i dati SDO sui ricoveri ostetrico-ginecologici, oltre a eventuali relazioni interne che segnalino criticità di organico o sicurezza nei punti nascita salentini.

Il sindacato osserva infine come diversi esponenti politici locali e regionali, di maggioranza e opposizione, abbiano espresso pubblicamente sorpresa per la chiusura del reparto pur avendo, in alcuni casi, amministrato Gallipoli negli anni del trasferimento del punto nascita o sostenuto la classificazione del presidio come ospedale di primo livello – senza però, sottolinea la CISAL, aver mai richiesto formalmente i dati sui parti dell’ultimo decennio.

L’organizzazione sindacale ha chiesto riscontro entro 10 giorni. In caso di mancata risposta, ha annunciato che procederà con richiesta di riesame al Responsabile della Trasparenza, segnalazione al Difensore Civico regionale e trasmissione degli atti alla Corte dei Conti.