Cinque consiglieri di minoranza, Marco Nuzzo, Attilio De Marco, Maria Rosaria Gualtieri, Laura Parrotta e Giacomo Bellomo, replicano al comunicato del sindaco Ottavio De Nuzzo sul voto contrario alla delibera per l’area polifunzionale, parlando di una ricostruzione “totalmente fuorviante e studiata ad arte per porre in cattiva luce la minoranza consiliare”.
Nella nota firmata dai cinque, i consiglieri ricostruiscono il contenuto della delibera votata nel Consiglio Comunale del 31 agosto, che non riguardava solo l’acquisizione dell’area da 150 mila euro ma conteneva “altri punti messi tutti insieme nel calderone”. Tra questi, scrivono, 25 mila euro dei 150 mila complessivi destinati a “spese notarili e imposte”, il cui importo è stato giudicato eccessivo dalla minoranza. Su questo punto i consiglieri riferiscono: “Il sindaco riferiva di aver ricevuto solo verbalmente il preventivo da un notaio”, e commentano: “Una sana gestione si regge su atti, preventivi da valutare, ed il Consiglio è chiamato a votare su dati certi non intenzioni di ciò che si vorrà fare”.
La delibera, secondo la ricostruzione della minoranza, prevedeva anche lo stanziamento di 20.814,31 euro per l’indennità di fine mandato del sindaco, somma per la quale i cinque consiglieri scrivono di essersi aspettati “la devoluzione per venire incontro ai bisogni delle famiglie in stato di necessità”; un accantonamento di circa 60 mila euro per debiti fuori bilancio derivanti da sentenze, di cui lamentano l’assenza di dettagli; e variazioni di bilancio con applicazione dell’avanzo per interventi sulla rete idrica e fognaria e su progetti PNRR-PA Digitale. Concludono su questo punto: “Si trattava, pertanto, di diverse variazioni di bilancio, che necessitavano tutte di un approfondimento specifico e puntuale”.
I consiglieri contestano poi a De Nuzzo di aver preferito la contrapposizione politica a delle spiegazioni di merito, elencando quattro domande rimaste secondo loro senza risposta: il motivo della perdita di un finanziamento per la ristrutturazione del tensostatico già esistente; i tempi di stanziamento delle somme per l’area, definiti “almeno 6 anni” e non “primi 100 giorni”; la mancata delega allo sport; e, “come ribadito in aula più volte”, l’assenza dopo 13 anni di amministrazione di un adeguato strumento urbanistico. Su quest’ultimo punto la nota è netta: “La mancata adozione dello strumento urbanistico accanto all’assenza di interventi organici sul traffico ed alla cementificazione continua e selvaggia ha prodotto una realtà priva di verde”.
La chiusura della nota risponde direttamente alla frase con cui il primo cittadino aveva concluso il proprio comunicato, “Noi invece andiamo avanti”, con: “‘Stai sereno’ diciamo Noi, Sindaco”.
