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Botta e risposta tra Ottavio De Nuzzo e Marco Nuzzo sul polo sportivo: dalla scelta dell’area alle critiche sulla variazione di bilancio

Area polifunzionale, è scontro. Il sindaco risponde alla minoranza: "Noi sereni, loro trovino la serenità". Nuzzo: "Il confronto non è un ostacolo all’amministrazione: dovrebbe esserne una parte essenziale".

Si scaldarno gli animi per l’acquisizione dell’area polifunzionale destinata al nuovo palazzetto dello sport, con il Sindaco Ottavio De Nuzzo e il consigliere di opposizione Marco Nuzzo, segretario cittadino del Partito Democratico, che si confrontano a distanza con toni tutt’altro che concilianti.

Il punto di partenza è la delibera che dà il via all’operazione: la maggioranza ha votato a favore, la minoranza contro. E proprio su questo voto si gioca la replica del primo cittadino, che non usa giri di parole. “La lunga replica della minoranza non cambia il dato politico emerso dal Consiglio Comunale: l’acquisizione dell’area polifunzionale era l’unica vera scelta politica contenuta nella deliberazione. E su quella scelta la minoranza ha votato contro”, scrive De Nuzzo in una nota.

Secondo il sindaco, il tentativo dell’opposizione è quello di nascondere una posizione politica scomoda dietro questioni tecniche e contabili. “Il resto è il tentativo, piuttosto evidente, di spostare l’attenzione su aspetti tecnici e contabili della variazione di bilancio per giustificare una posizione politica che evidentemente oggi risulta più difficile da spiegare ai cittadini”, attacca il primo cittadino.

Nel mirino finiscono anche le critiche sulla destinazione dell’indennità di fine mandato e sulle somme stanziate per spese notarili e debiti fuori bilancio. De Nuzzo respinge al mittente ogni accusa: “Quanto alla destinazione personale della mia indennità di fine mandato, credo di essere perfettamente in grado di decidere autonomamente, senza suggerimenti da casa”, ribadisce, citando poi un insegnamento evangelico: “quando si fa del bene, la mano sinistra non sappia ciò che fa la destra”. E sulle spese notarili, il primo cittadino rilancia: “Se il problema della minoranza è davvero questo, la soluzione è semplice: si occupi pure di acquisire i preventivi e di individuare un notaio disponibile a stipulare il rogito alle migliori condizioni per il Comune”.

Ma è la chiusura del messaggio a suonare come una vera e propria bordata. “Forse dovrebbe ritrovare serenità chi ancora non riesce a prendere atto di un fatto molto semplice: i cittadini di Casarano hanno democraticamente scelto chi dovrà assumersi la responsabilità di amministrare questa Città per i prossimi cinque anni e chi, invece, dovrà svolgere il ruolo altrettanto importante di opposizione”, conclude De Nuzzo. “Noi rispettiamo entrambi i ruoli. Ma governare significa scegliere, assumersi responsabilità e realizzare gli impegni presi con i cittadini”.

La replica di Marco Nuzzo non si fa attendere e parte da un presupposto: il metodo. “Il Sindaco e la Giunta avevano parlato di un rapporto improntato alla collaborazione con la minoranza. Finora, però, abbiamo visto che il linguaggio e l’atteggiamento non sono cambiati”, scrive il consigliere dem. Un’affermazione che suona come una critica alla continuità con il passato: “quando in campagna elettorale parlavate di continuità, dicevate proprio la verità”.

Il consigliere tiene a precisare che il voto contrario non è un “no” al palazzetto in sé, ma alla mancanza di una visione complessiva. “La domanda che poniamo è molto più semplice: sono state realmente valutate altre aree della città? Esistono altre zone che potrebbero essere prese in considerazione?”, chiede Nuzzo, sottolineando la necessità di ragionare in termini di “città dello sport” e rigenerazione urbana.

Uno dei nodi più delicati è la vicinanza dell’area individuata al cimitero. “Al di là della verifica tecnica, che certamente va fatta anche chiedendo al responsabile del SISP se sia possibile realizzare lì il palazzetto, c’è una questione che viene ancora prima: la sacralità di quel luogo”, scrive Nuzzo. “Al cimitero andiamo a trovare i nostri cari. È un luogo che viviamo nel silenzio, nel raccoglimento e nel rispetto. Per questo credo che in quell’area sarebbe molto più naturale immaginare uno spazio verde”.

L’appello finale del consigliere è a un cambio di passo nella gestione della cosa pubblica. “Smettete allora di attaccare frontalmente chi esprime una visione diversa dalla vostra. Il confronto non è un ostacolo all’amministrazione: dovrebbe esserne una parte essenziale”, dice, rivendicando una cultura politica basata sull’ascolto. “Per noi ascoltare, confrontarsi, spiegare le scelte e coinvolgere la comunità non sarà un esercizio occasionale, ma una prassi politica”.

“Non si può continuare a ragionare con logiche appartenenti al passato. Gli anni Settanta sono finiti”, conclude Nuzzo, con un’affermazione che sembra chiudere idealmente il cerchio dello scontro. Il confronto, però, è destinato a proseguire nei prossimi mesi, con la città chiamata a fare da spettatrice e giudice di uno scontro che si preannuncia lungo.