Sul futuro del Servizio Immunotrasfusionale (SIT) dell’ospedale di Casarano arrivano, secondo FRATRES, le prime rassicurazioni dalla ASL. Le riferisce l’associazione in un comunicato del 18 ottobre, firmato dal presidente territoriale di Lecce e Brindisi, Sergio Pede, che si rivolge anche al governatore della Puglia Antonio Decaro e all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia.
All’origine delle difficoltà, spiega FRATRES, c’è il trasferimento ad altro reparto del medico dirigente del SIT di Casarano. Una “improvvisa discrasia d’organico”, si legge nel comunicato, che avrebbe messo a rischio l’ordinaria apertura e la piena funzionalità del Centro.
La questione è stata sollevata lo scorso 14 ottobre a Lecce, nell’aula della Direzione sanitaria dell’ospedale “Vito Fazzi”, durante l’annuale riunione di programmazione voluta da Abbruzzese, direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale. L’incontro era nato per pianificare le giornate festive di raccolta sangue e ottimizzare le procedure tra associazioni e Dipartimento, ma è diventato la sede per un chiarimento sul futuro del Centro di Casarano.
Di fronte alle preoccupazioni espresse da Pede, riferisce l’associazione, Abbruzzese, dopo essersi confrontato con gli altri responsabili dei SIT presenti, ha fornito “rassicurazioni immediate per scongiurare la chiusura”. I medici dei SIT di Gallipoli, Galatina e del “Vito Fazzi” garantiranno la copertura dei turni a Casarano. Lo stesso Abbruzzese si sarebbe detto pronto a partecipare alla turnazione e avrebbe già attivato le procedure formali presso gli organi competenti. L’organizzazione, precisa il comunicato, è temporanea, in attesa di un prossimo concorso per l’assunzione di dirigenti medici di Medicina Trasfusionale della ASL di Lecce.
FRATRES giudica però la soluzione ponte insufficiente. “Chiediamo alle massime Istituzioni regionali di prendere a cuore questo problema”, dichiara Pede. “È fondamentale che vengano date le giuste direttive affinché la carenza medica del SIT di Casarano venga risolta nel più breve tempo possibile. La generosità dei nostri donatori e l’efficienza del sistema trasfusionale salentino non possono reggersi a lungo su soluzioni provvisorie, seppur lodevoli”.
Nei giorni scorsi la presidente dell’Adovos Messapica, Maria Prete, aveva scritto ad Abbruzzese per chiedere che il Centro restasse aperto senza giorni di chiusura, mentre la UIL FP di Lecce, con Mario Riso, aveva denunciato la riduzione dell’attività a tre giorni a settimana. Sulla questione erano intervenuti anche il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva e il movimento politico Progetto Casarano-Sinistra Italiana.
