Portare in Consiglio comunale una modifica al Regolamento TARI per estendere l’agevolazione ai fuori sede che vivono a distanze inferiori ai 100 chilometri. È la richiesta del consigliere comunale di opposizione Luigi Anastasia, che ieri ha protocollato una PEC indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, all’Assessore all’Ambiente e all’Assessore al Bilancio.
Al centro dell’iniziativa c’è il sesto comma dell’articolo 18 del regolamento. La norma prevede che i residenti non vengano conteggiati nel nucleo familiare, previa presentazione di apposita richiesta formale, quando abbiano un diverso domicilio per motivi di lavoro o di studio, per un periodo superiore a sei mesi e in un luogo a più di 100 chilometri da Casarano. All’istanza vanno allegate le ricevute o il contratto di affitto.
Secondo Anastasia, la disposizione “così com’è scritta oggi, rischia di creare una disparità di trattamento che non ha una reale giustificazione”. Il consigliere porta l’esempio degli studenti universitari: “Pensiamo, ad esempio, ai tanti giovani casaranesi che scelgono di frequentare l’Università a Lecce. Sono costretti a vivere fuori casa per motivi di studio, sostengono spese per l’affitto e per il mantenimento di una seconda abitazione, ma si trovano esclusi dall’agevolazione semplicemente perché Lecce dista meno di 100 chilometri da Casarano”.
La proposta è ridurre il limite di distanza da 100 a 35 chilometri, “così da rendere la disposizione più aderente alle reali esigenze delle famiglie e dei giovani del territorio”. “Non possiamo penalizzare un ragazzo o una ragazza semplicemente perché ha scelto di costruire il proprio percorso universitario qui, nel nostro Salento”, sostiene Anastasia. “Se un giovane casaranese studia a Lecce e vive lì per diversi mesi, la distanza geografica non dovrebbe diventare un ostacolo per ottenere lo stesso trattamento riconosciuto a chi studia o lavora a più di 100 chilometri da casa”.
L’obiettivo, spiega il consigliere, è “evitare che la distanza tra Casarano e il luogo di studio o di lavoro diventi una discriminante e garantire pari trattamento a tutti i cittadini che si trovano nelle medesime condizioni”. E definisce la modifica “di buon senso”.
Anastasia chiede quindi all’Amministrazione “di valutare con attenzione le motivazioni alla base” della proposta e di portarla in Consiglio comunale, “affinché possa essere discussa pubblicamente”. “Sono convinto”, conclude, “che su una questione che riguarda concretamente tante famiglie casaranesi sia importante ascoltare le esigenze dei cittadini e cercare soluzioni che garantiscano maggiore equità”.
