“Alcuni servizi di ottimo livello ma tante criticità, dovute principalmente alla carenza di personale, soprattutto medico”. Così il consigliere regionale Paolo Pagliaro sintetizza l’ispezione svolta lo scorso venerdì all’ospedale “Ferrari” di Casarano, struttura che, sottolinea, è stata “ingiustamente declassata a ospedale di base (nonostante gli impegni disattesi dell’ex governatore Michele Emiliano a ripristinare il primo livello)”.
Pagliaro ha visitato i tre blocchi operativi, accompagnato dalla dirigente Emanuela Corsano e dal direttore amministrativo Tony Scarcella, che “insieme all’ex dirigente Gabriella Cretì si è impegnato negli ultimi anni contro il depotenziamento del Ferrari”. Il quarto blocco è ancora in costruzione. “Sui tempi di attivazione non c’è certezza, l’attivazione sarebbe già dovuta avvenire da tempo”, afferma il consigliere, che riferisce l’impegno del direttore generale dell’Asl Lecce, Gianluca Capochiani, “ad accelerare per il completamento della nuova piastra” e “la garanzia di fondi già reperiti per le apparecchiature necessarie”. L’apertura è prevista entro il 2027. “Speriamo bene!”, il commento di Pagliaro.
Il bacino d’utenza, ricorda, è di trecentomila persone, che “arrivano quasi a raddoppiare nei periodi di alta stagione estiva”.
Neurologia e Stroke Unit. È il punto che il consigliere indica come più urgente. I pazienti con ictus in fase acuta “devono essere trasferiti alla Stroke Unit dell’ospedale Vito Fazzi, l’unica attiva in tutto il territorio dell’Asl Lecce”. Da qui, spiega, “l’urgenza di attivare la Stroke Unit del Ferrari, prevista ma ancora sulla carta e in attesa di accreditamento regionale”, trattandosi di interventi tempo-dipendenti “in cui anche pochi secondi possono segnare la differenza tra la vita e la morte”. Secondo Pagliaro, “i dati medici dimostrano che essere ricoverati in una Stroke Unit riduce del 30% la mortalità”. Il reparto, rilanciato dalla nuova primaria Francesca Spagnolo, “si distingue come reparto di eccellenza” nonostante la carenza di personale, e sarà trasferito nel quarto blocco. I tecnici in servizio sono 3 su 5 previsti, “per cui è impossibile coprire le reperibilità”. Il Centro sclerosi multipla, diretto da Roberto De Masi, è definito “ottimo” ma “in difficoltà per la mancanza di uno psicologo”.
Oncologia. Dal Centro di Orientamento Oncologico, riferisce Pagliaro, è arrivata la richiesta di un Cup dedicato ai pazienti oncologici, previsto dalla mozione approvata all’unanimità ad aprile. “Bisogna prendere in carico il paziente e seguirlo sempre con lo stesso medico, senza farlo girare disperatamente sottoponendolo a un pesante stress psicofisico.”
Chirurgia. Il reparto “ospita solo 10 pazienti, a fronte dei 24 posti letto disponibili”, ma, osserva il consigliere, è “un passo in avanti rispetto alle precedenti ispezioni”, quando denunciò “un reparto fantasma”: un solo paziente nella prima visita, zero nella seconda, due nella terza.
Anestesia e Rianimazione. “Si va avanti con i turni aggiuntivi invece di fare assunzioni.” I medici sono 5 a fronte di almeno il doppio previsti, con difficoltà a coprire l’attività chirurgica di Ortopedia, Chirurgia Generale, Urologia e Cardiologia. I posti letto attivi sono 6 su 8.
Ortopedia. Con l’arrivo di un nuovo primario, che garantisce attività tutti i giorni, “il servizio è migliorato” e il reparto si sposterà al piano terra del blocco 3. I medici sono 4+1, ma ne servirebbero 7. Funzionano Tac e risonanza magnetica.
Centro trasfusionale. Ha un solo medico e attività ridotta a quattro giorni a settimana. “Rischia di chiudere” perché manca un sostituto della responsabile, che ha chiesto il trasferimento. Una chiusura “da scongiurare”, dice Pagliaro, perché il centro, con 2 tecnici, 3 infermieri, un oss e 2 ausiliari dedicati alla raccolta, “è quello che ha prodotto più sacche di sangue fra quelli dell’Asl Lecce” e serve un bacino che arriva a Capo di Leuca.
Pronto soccorso. “Oggi giornata tranquilla, ma non è sempre così.” Sono in corso lavori di ampliamento, con nuovi punti di accesso e monitor che indicheranno i tempi di attesa e la disponibilità negli altri ospedali.
Radiologia e Urologia. La Radiologia è “ben attrezzata per un ospedale di base” (radiografia, cardio tac, coro tac, tac, risonanza magnetica), anche se manca la risonanza magnetica cardiaca. L’Urologia è “ottimo reparto”, con 5 medici in servizio e altri 3 in arrivo.
In chiusura Pagliaro annuncia: “Usciamo da questa ispezione con la ferma volontà di fare pressing sulla Regione perché questo ospedale torni ad essere di primo livello”. Il report sarà portato “in audizione in Commissione Sanità, che abbiamo già richiesto da tempo e di cui stiamo aspettando la convocazione”.



