Dura la reazione dei consiglieri di minoranza Attilio De Marco, Marco Nuzzo e Maria Rosaria Gualtieri dopo il consiglio comunale di ieri, convocato su loro richiesta per chiedere al sindaco e all’amministrazione comunale un impegno istituzionale contro l’autonomia differenziata.
“Ci sarebbe tanto da dire dopo il consiglio comunale di ieri”, affermano i tre consiglieri, che parlano di una seduta finalizzata a “schierarsi istituzionalmente contro l’Autonomia Differenziata”, oggi obiettivo del governo Meloni. “Alla luce del comportamento della maggioranza ci sentiamo sviliti e diciamo ben poco per commentare i titoli di coda di un consiglio comunale che è stato ricondotto ad una vera perdita di tempo”.
Il nodo dell’emendamento. Al centro della polemica c’è la proposta di emendamento presentata dalla maggioranza alla delibera dell’opposizione. Secondo i firmatari, il testo si è limitato a difendere principi già sanciti dalla Costituzione, senza assumere alcun impegno politico concreto. “La maggioranza non si impegna formalmente a contrastare l’iter che può portare all’autonomia differenziata, ma si dichiara pronta a difendere diritti ampiamente garantiti dalla Costituzione, il cui rispetto, per chi ricopre cariche istituzionali e non, è un dovere”, sostengono.
E ancora: “Ci spiace che la maggioranza del consiglio comunale di Casarano abbia voluto voltare le spalle a chi, con tutte le ragioni oggetto di argomentazione e di approfondimento economico-giuridico, ha provato a schierarsi e schierare la massima assise cittadina a difesa della nostra economia e del nostro territorio”.
I consiglieri richiamano anche l’incontro pubblico del 25 settembre con i professori Portaluri e Capriati, che a loro dire ha chiarito a consiglieri e cittadini la “totale negatività” dell’autonomia differenziata per il territorio. Poi l’affondo finale: “Probabilmente volevate conoscere se i rappresentanti del popolo casaranese sarebbero stati accanto agli interessi del nostro territorio o asserviti alle logiche di potere; deducete voi”.
Le ragioni dell’opposizione. Nel suo intervento in aula, Maria Rosaria Gualtieri aveva illustrato i timori legati alla riforma. “L’autonomia differenziata, se pur nata dall’idea forse benevola di dare competenze alle regioni, rischia di aumentare le diseguaglianze regionali e di compromettere il diritto alla salute, all’istruzione, ai trasporti, già compromessi nelle regioni del Sud”, ha dichiarato.
Gualtieri ha richiamato la posizione della Fondazione GIMBE, che ha chiesto la sospensione dell’iter per il passaggio di ulteriori competenze sanitarie alle Regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria). Tra i rischi indicati: l’aumento della mobilità sanitaria, il divario nei servizi senza una preventiva definizione dei LEP (Livelli Ezzenziali delle Prestazioni) finanziati dallo Stato e lo spostamento di professionisti verso le regioni più ricche.
Per spiegare l’impatto sui cittadini, la consigliera ha proposto un esempio: un contribuente con 19.000 euro di reddito annuo che versa 4.000 euro di Irpef allo Stato. “Se passa l’autonomia differenziata, le Regioni che versano di più vorranno trattenere la maggior parte dei soldi all’interno della regione e solo una piccola parte mandarla a Roma. Roma con quei pochi soldi non riuscirà a mandare a Casarano l’assegno ai disabili”, ha detto. “Se abiti a Casarano avrai pagato sempre la tua quota di imposta Irpef, ma non ti torna il servizio”.
Da qui il timore per le casse comunali: “Se salta la perequazione nazionale, Casarano sarà costretta ad alzare la quota comunale solo per sostenere il servizio di assistenza domiciliare ai disabili (SAD)”. Gualtieri ha inoltre ricordato che la Corte Costituzionale si è già espressa dichiarando illegittimi alcuni punti della legge Calderoli.
Le richieste a sindaco e giunta. La consigliera aveva chiesto al sindaco e alla giunta di unirsi ai comuni pugliesi che hanno sottoscritto l’appello a Governo e Parlamento per sospendere l’iter delle preintese con le quattro Regioni del Nord. Tre le domande rivolte all’amministrazione:
- se il Comune di Casarano abbia espresso un parere in ANCI Puglia sulle preintese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria;
- se abbia chiesto alla Regione Puglia una simulazione delle perdite in caso di trattenimento del 90% dell’Irpef da parte delle Regioni del Nord;
- come intenda coprire tali perdite, destinate a finanziare assistenti sociali, servizi per i disabili, contributi alle famiglie e formazione e supporto agli studenti disabili.
Gualtieri ha chiuso facendo propria la posizione di GIMBE: “L’autonomia differenziata porterà al collasso le Regioni del Sud. Stiamo di fatto rinunciando alla più grande conquista sociale del Paese e a un pilastro della nostra democrazia solo per un machiavellico scambio di cortesie nell’arena politica”.
