Antonella Barlabà: “Il senso della mia appartenenza e del mio impegno”

La candidata sindaco del centrosinistra spiega il perché della sua scelta

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Antonella Barlabà
Antonella Barlabà

“L’impegno politico non è altro che una dimensione del più generale ed essenziale impegno a servizio dell’uomo.”
(Vittorio Bachelet)
Questo è il senso alto dell’impegno politico, secondo me. Un impegno che ho visto fin da bambina, quando mio zio Donato, anziché portarmi a spasso, mi portava alla “sezione del partito” in Piazza Diaz, luogo di incontro, di discussione, a volte anche accesa; un luogo dove si parlava di lavoro, di agricoltura, di diritti e di lotte sindacali, di amministrazione e di sviluppo della città. Crescendo ho capito che la politica mi riguardava perché è dalle scelte della politica che dipende la qualità della vita di ognuno, il riconoscimento e la tutela dei diritti, l’organizzazione ed il miglioramento della società, il benessere collettivo quale garanzia di benessere individuale. Ho capito, dunque, che è necessario interessarsi alla politica, formarsi una coscienza critica, partecipare attivamente a quelle scelte per orientarle e non subirle passivamente per poi criticarle senza proporre valide alternative. Per questi motivi ho deciso di esserci, sempre dalla stessa parte, con coerenza, con i valori morali che la mia famiglia mi ha trasmesso con l’esempio quotidiano: essere a disposizione degli altri, saper ascoltare, portare avanti le proprie idee restando sempre aperti al confronto, avere rispetto di se stessi e degli altri. Ed è importante esserci con tutti voi che questi valori e questi principi condividete e portate avanti giorno per giorno, nella famiglia, nel lavoro, nella vita sociale, con passione ed impegno nella consapevolezza che, solo stando insieme, con l’impegno di tutti, la nostra città potrà rinascere e tornare ad essere quel centro di fermento e di riferimento culturale, economico e politico che è stato e che è necessario torni ad essere.
“Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”
(E. Berlinguer)