Biodiversa maternità

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biodiversa maternità

Atto creativo, volontà di potenza, apoteosi della biodiversità…la maternità!

Adottiamo uno degli interrogativi intramontabili della filosofia ma risolviamolo subito: l’uovo o la gallina… Chi nasce prima? La madre o il figlio? Anagraficamente Lei gioca di vantaggio sebbene, prima che il suo cucciolo venga al mondo, sia un’altra donna, quindi, mettiamola così: la nascita di una madre precede quella del figlio ma è un processo che dura di più… molto di più.

Il piccolo umano, invece, fa in un attimo, un momento di asfissia, di luce e di paura, poi di sollievo sulla sua genitrice incredula, dolorante e felice. Come tutte le esperienze della vita, la maternità incide irreversibilmente sul vocabolario (di una italofona) almeno in due lingue: toxo, Kegel, peritoneo, perineo, ossitocina, bonding, partoanalgesia, clampaggio, episiotomia, propes, co-sleeping, bed sharing, next to me, disostruzione, maitai, autosvezzamento, baby food, baby wearing, tapioca….potrei continuare all’infinito ma è sufficiente a dare l’idea.

In questo mare magno di termini, emozioni, fuoco incrociato di consigli, consulenze, condivisione di esperienze, spesso non richiesti, arriva lui, il compimento dell’aspettativa, l’apice del romanticismo, l’esclusivo contatto cuore-mento: l’allattamento!

La mamma veniente al mondo, preparatissima, con la sua bella pergamena incorniciata, attestato di frequenza del corso preparto, attende la “montata lattea” (come non sentirsi mucche), supera i “morsi uterini” (cannibalismo?) e poi si lancia nella sua “nascita work in progress”.

Inizia a ritagliarsi uno spazio tutto suo, con il proprio cucciolo, in cui persino gli esperti in camice bianco rispettano il “no entry”. Si, perché se medicalizzare una gravidanza ha un senso nel 2020, medicalizzare l’allattamento è un sacrilegio. Ci prova il “baby commerce” ad intrufolarsi: paracapezzoli, coppe e coppette, surrogati in silicone, integratori di tutti i generi, reggi latterie, salviettine lava pre e post, latte in formula, tettarelle, interferenti vari ed eventuali.

È lì che il carattere della genitrice viene fuori perché, se è tutto nella norma, è tutto completamente inutile, superfluo, catalogabile nelle pessime cose di discutibile gusto. Le più curiose, poi, scoprono che allattare (e allattare a lungo) nel terzo millennio è un po’ come riconoscersi, Lakota Sioux, gli ultimi indiani nelle riserve: un “fenomeno nativo”, che esiste da molto prima rispetto al complesso culturale che lo giudica e pure così raro da osservare; tanto che L’OMS ha istituito la Settimana Mondiale dell’Allattamento (appena trascorsa, dal 1° al 7 ottobre).

D’altro canto poi, perché la biodiversità davvero non ha limiti, ci sono le sedicenti “fondamentaliste dell’allattamento secondo natura”: ho letto di “tettanniversari” di perla, d’oro, di piombo, d’acciaio (mesi, anni, decenni…), con tanto di torte decorate in maniera evocativa e candeline a tema. C’è persino chi, con latte materno (il proprio), prepara dolci e smoothie da servire ad ignari commensali (i gruppi facebook sono manuali del feticcio in questo, provare per credere!).

È fu così che, ignara anche io, scoprii di essere candidata “al tandem”…la bicicletta?

No! Solo un’erogazione non programmata di ossitocina domestica; praticamente, allattare due figli non gemelli contemporaneamente. Chissà se, con questa impresa del tutto casuale, avrò meritato la spilletta “tetta di platino”?

Happy World Breastfeeding… years to You.

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Chiara Mighali
Appassionata di lingua dei segni, danze popolari, storie di Resistenza, innumerevoli e incoerenti teorie e pratiche, vive a Seclì con un atipico approccio ai luoghi, «nessuno mi appartiene ma tanto ovunque è casa». Da 34 anni frequenta la scuola, il mondo nel mondo, giocando clandestinamente d'anticipo all'inizio; perdendosi nella Filosofia ad un certo punto; facendo della precarietà la sua bandiera prima, del Sostegno la sua mission poi. Oggi, insegnante-assistente alla comunicazione ancora alla ricerca del filo rosso della propria esistenza esperienziale. Pensiero emergente? Lo «svantaggio» è solo un punto di vista, invertendo il senso di marcia la coda passa in testa.