Buon Avvento a tutti…

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Caro Alberto, Come stai? È da un po’che non ci si sente…
Mi manca scriverti, mi manca scavare sotto la corteccia del mio cervello e del mio cuore.
Mi manca insinuarmi tra le crepe e le rughe della loro superficie inspessita da egocentrismo e cinismo.
Allora ti scrivo queste quattro righe, prima che un’altra variante di paura e pigrizia si impossessi nuovamente di me.
Il tempo passa inesorabile per noi di una “certa” età, cresciuti in mezzo a ben altra bambagia, con la TV dei ragazzi e la moplen indistruttibile, le fette di pane all’olio e sale, o spruzzate di vino rosso e zucchero.
Noi quasi boomer, prima che la cremalba cedesse il passo alla Nutella, ci arrampicavamo ancora sugli alberi e ci sbucciavamo liberamente le ginocchia … per noi, il Natale … era attesa.
Ai primi di dicembre mandavamo già il progetto in Comune per aprire il cantiere del presepe più bello del mondo, quello fatto col nostro babbo!
Lungo le rive dei fossi a caccia di muschio, ristrutturare le casette, costruire il ponticello sul fiume di carta stagnola … a scuola imparavamo i primi rudimenti di canto e teatro per arrivare poi su di un improbabile palco, paonazzi di vergogna, ma orgogliosi come il grande Muzio Sevola.
Il tempo passa, cambiano le cose, la società, la scuola, le famiglie e per noi, cresciuti in una “certa” età manca qualcosa …
Attesa, desiderio, speranza, voglia di costruire, inventare, scoprire, rischiare… ho come l’impressione che oltre ad aver buttato il bambino con l’acqua sporca, abbiamo gettato pure la bacinella. Passato, tradizione, storia… con cosa son stati sostituiti? Si sa, dove si crea un vuoto, arriva sempre qualcosa a riempirlo e… nella mia bacinella… è arrivato di ogni!
Poi… Per grazia ricevuta, mi accade di trascorrere un po’di tempo con le mie nipotine. Loro che non hanno ancora buttato via nulla, sono piene di energia, di vita, di speranza, sono piene di qualcosa che contagia e sono in grado di attirare persino un quasi boomer come me. Riscopro allora che la mia bacinella non è andata perduta e può contenere ancora un sacco di cose! Soprattutto però, mi accorgo che, sotto quella scorza inspessita, c’è ancora il mio cuore, indistruttibile ancora più della moplen.

Buon Avvento Alberto!

Un abbraccio

Paolo Argnani

FONTEPaolo Argnani
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Classe 1965 vive da sempre in Romagna e il suo legame con Casarano è dovuto all'amicizia col caro Eugenio. Contadino, marito, padre, nonno, fratello, figlio e amico, ama la vita e chi gliel'ha donata. Qualcuno una volta valorizzò un suo scritto e lui ne rimase meravigliato. Da allora prova a scattare qualche foto qua e là, usando le parole al posto dei pixel. Il suo desiderio non è tanto quello di mostrare il bello, il buono e il vero che ci circonda, ma piuttosto di incuriosire, provocare e stimolare il cuore, la mente e la libertà di chi legge.