Buone vacanze, dove vai per ferragosto?

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buone vacanze, dove vai per ferragosto?
Foto: Daniele D'Amato

Caro Alberto, 
quando mi capita di dover uscire dal mio nido per svolgere le normali mansioni a cui un normale imprenditore dovrebbe essere abituato, sento sempre il peso della timidezza e della mia scarsa affabilità. Io, che sono contadino fin dentro le ossa, mi sembra di essere un pesce fuori d’acqua fuori dal mio ambiente naturale, fuori … dall’aperta campagna.

– Grazie, alla prossima…
– Grazie a te! 
– e buone vacanze… dove vai per ferragosto?

Il giovane si dirige verso l’ufficio, dopo aver caricato la mia auto coi prodotti che avevo appena acquistato

– No, non vado in vacanza …

Tornato sui suoi passi, si avvicina quanto basta per poter usare un tono di voce più discreto

– Qualche giorno fa è morta la mia mamma, un po’ all’improvviso … dobbiamo sistemare varie cose … la sua casa …

La sorpresa, l’imbarazzo, il pudore prendono il sopravvento, e il disagio comincia a fare a pugni con quel “poco di buono” che pulsa sotto la ruvida scorza del mio cuore

– Condoglianze… si era ammalata?

Frasi e domande di circostanza, a cui mi aggrappo, per non lasciare parlare il silenzio e cercare di mostrare a quel giovane uomo un poco della mia goffa empatia.

– Sembrava una delle sue solite crisi… invece! 
– Mi dispiace… immagino che la situazione, le normative sanitarie, abbiano reso ancora più complicato e faticoso un momento così tanto drammatico di per sé…

Se non fosse che mi conosco da tanti anni, potrei pensare di essere lì a tentare di alleggerire il cuore di quel giovane, mendicante un attimo in cui tirare il fiato dopo una lunga apnea. Ma non c’è tempo per misurare la mia bontà d’animo, è lui ad aver la carità di non lasciarmi nel dubbio del “fin dove intromettermi”, e comincia a raccontarsi un poco …

– Son venuti con l’ambulanza, poi però non ho più potuto vederla, se non all’obitorio.

Che senso di ingiustizia! Lo so, lo so, il covid, le normative, la prudenza… ma che senso d’ingiustizia!

– La mamma è la mamma, anche se ogni tanto si bisticciava… 
– Ci si arrabbia soprattutto con chi si vuol bene… 
– Sì, è vero! E adesso? Speriamo…

Ci starebbe un abbraccio forte, invece… la normativa…

– Speriamo che adesso con tutte le questioni burocratiche… non vorrei litigare. Pensa che lei aveva preparato tutto, i vestiti, le varie disposizioni… poi il prete è venuto, ha fatto molto più di quel…

Veniamo interrotti. Qui, fuori dal mio nido, fuori dall’aperta campagna, le cose funzionano così: il lavoro e le questioni personali non possono mescolarsi più di tanto. 

Chiamato per un’altra incombenza, il giovane deve allontanarsi e mi guarda quasi dispiaciuto. Io allora accenno ad un saluto con la mano e ad un abbraccio con gli occhi. Lui saluta a sua volta … poi si ferma un attimo… ripete il saluto con l’aggiunta di… di un non so’ che cosa… ma che mi riempie di gratitudine.

Me ne torno nel mio nido, e continuo a pensare … Cosa sarà passato da quelle mie quattro parole di circostanza? 

Buono vacanze Alberto! 

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Paolo Argnani
Classe 1965 vive da sempre in Romagna e il suo legame con Casarano è dovuto all'amicizia col caro Eugenio. Contadino, marito, padre, nonno, fratello, figlio e amico, ama la vita e chi gliel'ha donata. Qualcuno una volta valorizzò un suo scritto e lui ne rimase meravigliato. Da allora prova a scattare qualche foto qua e là, usando le parole al posto dei pixel. Il suo desiderio non è tanto quello di mostrare il bello, il buono e il vero che ci circonda, ma piuttosto di incuriosire, provocare e stimolare il cuore, la mente e la libertà di chi legge.